Sito ufficiale della Piccola Opera della Divina Provvidenza

Ricordiamo Sac. BRESCIANI Vittorio

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 3 Gennaio 2011
Luogo del decesso: Bergamo
Luogo di sepoltura: Nuvolento (BS)

Sac. Vittorio BRESCIANI, da Nuvolento (BS), morto a Bergamo nel 2011, a 91 anni di età, 68 di Professione religiosa e 57 di Sacerdozio. Apparteneva alla Provincia Religiosa di San Marziano e San Benedetto (Tortona - Italia), comunità di Bergamo. Riposa nel cimitero di Nuvolento (BS).


Da Atti e Comunicazioni della Curia Generale n. 234 Gennaio Aprile 2011:

 Sac. Vittorio BRESCIANI

Piamente deceduto il 3 gennaio 2011 al Centro Don Orione di Ber­gamo. Aveva 91 anni d'età, 68 di Professione religiosa e 57 di sa­cerdozio.

Nacque il 5 aprile 1919 a Nuvolento (Brescia), penultimo di dodici figli di Giuseppe e di Massardi Diamante. Fu battezzato il giorno successivo e cresimato il 2 novembre 1927 da Mons. Emilio Bongiorni, nella parrocchia nativa. Completate con profitto le scuole dell'obbligo, trovò lavoro come meccanico presso l'officina di Battista Tirini a Rezzato (Brescia). Frequentò poi la scuola di Disegno Professionale di Mazzano (1936-40), che lascerà con molto dispiacere dei compagni, degli insegnanti e del direttore, per la sua esemplarità, avendo deciso di entrare nella Congregazione di Don Orio­ne, per consacrarsi a Dio. Così narrò l'ingresso e l'incontro alla Casa madre di Tortona dell'8 di­cembre 1940: "Quando mi presentai accompagnato da mia madre, Don Ster­pi disse a mia madre: 'Signora, vada al Santuario della Madonna della Guar­dia e Le offra suo figlio, poi ritorni qui'. Al ritorno, mi ricevette con gran­de affabilità e gioia e rivolto ai confratelli e presenti disse a voce alta, indi­candomi : 'Questo è il regalo che oggi ci manda la Vergine SS.ma della Guar­dia'. Essendoci la guerra, fu mandato a Villa Moffa di Bra (Cuneo) come po­stulante e lavoratore facendo il noviziato con Don Giulio Cremaschi, pro­fessando i primi voti il 16 luglio 1942, festa della Madonna del Carmine. Nel '42-43 fu richiamato alle armi. Nel 44-46 studiò filosofia e liceo al San Tommaso di Bra (Cuneo). Tornò quindi a Tortona per il tirocinio e la partenza per le Missioni che avvenne nel 1948 con destinazione l'Argentina. A Mar del Piata (Buenos Aires) con­tinuò il tirocinio per un anno con l'inculturazione linguistica - sociale e l'as­sistenza presso la scuola "Pablo Tavelli". Dal '49 al '53, emessa la Professione perpetua (11/02/1949), compì gli studi di teologia nel seminario San José. Fu ordinato Diacono (12/09/1952) e Sacerdote (18/01/1953) da Mons. Aragone. Dopo l'ordinazione fu vicario e Padre spirituale dei probandi a Claypole, realizzando palestre e laboratori artigianali per una migliore istruzione e preparazione umana dei giovani argentini, con particolare attenzione alle vocazioni religiose sacerdotali e laicali. Con le stesse mansioni e capacità, dal 1963, lavorò a Gerii fino al 1968. Fu parroco della S. Famiglia a Mar del Piata per un triennio. Dal '70 al '78 diresse e migliorò l'assistenza e la struttura del Piccolo Cottolengo di Tucumàn, a favore dei più bisognosi e indifesi. Fino ali'85 tornò a Mar del Piata dirigendo la scuola e la parrocchia S. Famiglia, svolgendo nello stes­so tempo l'ufficio di Consigliere provinciale ('79-'82). Dal 1985 al '93 fu direttore al Piccolo Cottolengo di General Lagos (Santa Fé), sempre ap­prezzato per la laboriosità umile e concreta a favore degli ultimi. Nel 1993 tornò in Italia, sia per ritemprarsi la salute, sia "per bilanciare il troppo fare a scapito dell'essere", diceva. Trascorso un anno con gli ere­miti di Sant'Alberto a Pontenizza (Pavia), nel 1994 rispose all'invito dei su­periori a svolgere il ministero dell'ascolto e riconciliazione presso il celebre Santuario Madonna del Rosario di Pompei (Napoli), dove vi restò fino al 2005. Per motivi di salute, fu accolto poi presso il Centro Don Orione di Ber­gamo, amorevolmente assistito dai sanitari e confratelli, rendendosi ancora utile nel ministero della confessione, ma soprattutto dando testimonianza fe­dele e quotidiana della sua vita di preghiera e immolazione per il bene del­la Chiesa, della Congregazione e delle anime. La sua espressione serena e sorridente pur nella sedia a rotelle, assorto e con il rosario tra le mani, ricordava ai presenti e a se stesso che sì, "II Si­gnore sa che ci siamo; sia benedetto il Signore! Lo attese con fiduciosa spe­ranza, fino al 3 gennaio 2011.

Le esequie, presiedute dal Superiore generale Don Peloso, si svolsero il 7 gennaio nella chiesa del Centro Don Orione a Bergamo e, nel pomeriggio, nella parrocchia di Nuvolento (Brescia), con successiva tumulazione nel lo­cale camposanto.


Don Roberto Simionato, già Superiore generale, ha inviato questo ricordo, 7 gennaio 2011:
Fu mio confessore nel Probandato Luján di Claypole dal 1955 in avanti. Don Bussolini ce lo presentò come una grazia per tutti. Fu Padre spirituale vari anni. Ma io lo conoscevo da quando ero allievo a Mar del Plata e lui era ancora chierico, nel 49, e poi vi tornò nel 1953 nella mia parrocchia di San José.
Ricordo che lui personalmente che fece tutte le inferriate (rejas) che stanno ancor oggi attorno alla enorme scuola, una vera fortezza, costruita dal P. D’Attilia e finita nel 1946.
Era un grande lavoratore, meccanico, tornitore, saldatore, tutto fare. Ci raccontava che nella gioventù lavorava nella armeria Beretta, ma lascio le armi da guerra per dedicarsi alle armi della fede. Ha costruito a Tucumán, Gral. Lagos, ma lui stava affianco ai muratori che lo ammiravano perché era un prete che lavorava come loro.
In Argentina ha fatto tanto, tanto, tanto bene ovunque é stato. E’ vero che i tempi sono cambiati, ma ce ne vorrebbero preti come lui.
E poi gli anni di confessore a Pompei, furono belli per lui. Era un prete contento di essere prete e si vedeva e si sentiva.

Download documenti

Galleria fotografica

© Le immagini potrebbero essere soggette a copyright