Data del decesso: 4 Gennaio 2008
Luogo del decesso: Milano
Luogo di sepoltura: Sant'Alberto a Ponte Nizza (PV)
Erem. Fra PLACIDO (TOSSUTTI Antonio), da Mansule (Treviso), morto a Milano nel 2008, a 92 anni di età, 59 di Professione religiosa. Apparteneva alla Provincia di “San Marziano” (Tortona - Italia).
Il nostro caro Fra Placido ha concluso la sua lunga giornata terrena. La sua vocazione, come raccontò più volte, è maturata nel campo di concentramento militare, colpito nell’anima dal versetto di Matteo 16, 25: "chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà". Divenne eremita di Don Orione e fu compagno fedele e devoto del venerabile Frate Ave Maria della cui santità era testimone entusiasta. Per motivi di salute da alcuni anni aveva lasciato l’eremo di Sant’Alberto, ove era amato e ricercato da tanta gente, e si trovava al Piccolo Cottolengo di Milano. Ora ha trovato la vita eterna e beata in Paradiso! (Don Flavio Peloso)
Da "Atti e Comunicazioni della Curia Gennerale", n. 225, Gennaio-Aprile 2008:
FRA Placido (Antonio Tossutti)
Serenamente tornato a Dio il 4 gennaio 2008 al Piccolo Cottolengo di Milano, a 92 anni d’età e 59 di Professione religiosa.
Per ragioni di salute dal 2003, lasciato l'eremo di Sant'Alberto di Butrio, si trovava al Piccolo Cottolengo di Milano, amorevolmente curato e assistito, preparandosi, in attesa orante e sofferente all'incontro col Signore, unico e supremo scopo della sua vocazione e vita, avvenuto all'alba del 4 gennaio 2008, primo venerdì del mese e dell'anno, segno e dono del S.Cuore di Gesù, di cui era profondamente devoto. Antonio era di Mansué (Treviso) ove nacque il 13 aprile 1915 da Angelo e Domenica Gasparotto. Fu battezzato quattro giorni dopo e cresimato nel 1926. Terminate le scuole elementari aiutò la famiglia con il lavoro, soprattutto dopo la morte del padre, avvenuta nel 1933. Nella seconda guerra mondiale Antonio fu arruolato e, fatto prigioniero, visse il dramma e la sofferenza in vari campi di concentramento militari che ne segnarono fortemente la vita. Infatti, raccontò più volte che la sua vocazione maturò nel tempo di prigionia; rimase colpito nell'anima dal versetto evangelico di. "Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà" (Mt 16,25). Tornato a casa a fine guerra, ne parlò col suo arciprete Don Lucio Sartori, che s'interessò attivamente anche per la sistemazione della madre vedova; facendo accogliere Antonio in prova come vocazione tardiva nel collegio San Giorgio di Novi Ligure (19 ottobre 1946) ove completò la licenza elementare, impeditagli prima, mentre la madre fu accettata come domestica nell'Istituto Teologico della Congregazione a Tortona. Constatato dai superiori il suo buono spirito e volontà di consacrarsi al Signore come laico, l'11 ottobre 1947, con la vestizione dell'abito religioso iniziò a Villa Moffa di Bra (Cuneo) l'anno di noviziato, coronato con i primi voti (11 ottobre 1948) nel ramo degli Eremiti della Divina Provvidenza, con il nome di Fra Placido. Da allora iniziò per lui quell'assimilazione dello spirito e programma che Don Orione pensava per i suoi eremiti, essere olocausto di preghiera e lavoro, nel silenzio e nascondimento, offerti a Dio per integrare e fecondare l'attività apostolica e caritativa dei Figli della Divina Provvidenza, per la gloria di Dio, a bene della Chiesa, del Papa e a salvezza delle anime. Dal '48 al '52 visse a Sant'Alberto di Butrio dove conobbe e divenne compagno fedele e devoto di Frate Ave Maria, eremita cieco che ebbe da Don Orione il "mestiere" di "pregare e soffrire" per tutti. Dal 52 al '62 Fra Placido fu dai superiori mandato a far rifiorire l'eremo "Madonna delle Grazie" sul Monte Soratte a Sant'Oreste, in provincia di Roma. In seguito a varie difficoltà, che ne consigliarono il ritiro della comunità, ritornò a Ponte Nizza assistendo Frate Ave Maria sempre più provato dalla sofferenza e dall'età, fino al giorno della morte: 21 gennaio 1964. Dal '62 al 2003, Fra Placido, con spirito fraterno e comunitario continuò, specialmente dopo la morte di Frate Ave Maria, la tenace e nascosta ma feconda testimonianza del "nulla anteporre a Dio", nella quotidianità di preghiera, lavoro e accoglienza, che il Signore ha benedetto con nuove vocazioni eremitiche nella congregazione, avverando quanto auspicava l'arciprete di Mansuè nel 1946 presentando Antonio a Don Sterpi: "È la prima vocazione della mia parrocchia per Don Orione - uno dei Santi dei nostri giorni -; e ne godo, sperando che sia semenza per altre ancora". I funerali si svolsero il 7 gennaio nella cappella del Piccolo Cottolengo Milanese e nel pomeriggio nella chiesa di Sant'Alberto a Ponte Nizza, presieduti dal Provinciale Don Giarolo, con 16 concelebranti, eremiti e fedeli che hanno ricordato nella preghiera il loro superiore Fra Luigi Fiordaliso che, contemporaneamente, presiedeva ad Arnesano (Lecce) le esequie della sua carissima madre. La salma del confratello è poi stata tumulata nel piccolo cimitero locale, accanto alla sorella.
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