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Ricordiamo Sac. PICCARDO Attilio

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 18 Gennaio 1995
Luogo del decesso: Albano (Roma)
Luogo di sepoltura: Monte San Giovanni Campano (FR)

Sac. PICCARDO Attilio, da Monte San Giovanni Campano (Frosinone), morto ad Albano (Roma) nel 1995, a 93 anni di età, 77 di Professione e 70 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", Gennaio - Aprile 1995

Sac. Attilio Piccardo

da Monte San Giovanni (Frosinone), passato al Signore in Albano (Roma) il 18 gennaio 1995, a 94 anni di età, 78 di professione religiosa e 71 di sacerdozio.

Rimasto orfano dei genitori in seguito al terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, venne affidato dal Patronato Regina Elena alla carità di Don Orione, che, dopo un incontro nella parrocchia di Ognissanti in Roma, lo inviò, con i fratelli Luigi e Giulio, alla Colonia S. Maria di Monte Mario e nell'Istituto San Filippo Neri di via Alba. Nato il 25 maggio 1901, contava allora 14 anni di età e dimostrò subito affetto all'Opera e al Fondatore, che lo rivestì dell'abito sacro il 14 agosto successivo, vigilia dell'Assunta, a Villa Moffa, dove anche compì il noviziato, professando il 15 agosto dell'anno 1916, iniziando il ginnasio, completato a Tortona (1917-18). Don Orione lo mandava poi per il liceo a San Remo, compagno di studio di un ben assortito manipolo di aspiranti dell'Opera e di orfani del terremoto, tra i quali il noto scrittore Ignazio Silone (1918-21). Successivamente, a Venezia, abbinava lo studio della teologia con l'apprendimento di buone tecnologie, conseguendo l'autorizzazione all'insegnamento, in matematica, scienze e disegno, nelle scuole industriali. Venezia divenne così la sua sede, come assistente o insegnante agli Artigianelli (1924-27) e al Manin (1927-30). Per 15 anni fu poi direttore dell'Istituto Berna di Mestre, preside al Dante di Tortona (1945-46), direttore ancora dell'Istituto San Benedetto per i fratelli coadiutori in Vigevano (1946-47) e a Montebello (1947-49). La sua strada era segnata dall'obbedienza, ma più dalle sue notevoli doti e capacità tecniche. Dopo la professione perpetua, fatta a Villa Moffa nell'Assunta del 1922, e la Ordinazione sacerdotale ricevuta a Tortona, da Mons. Grassi, nella festa di San Pietro del 1924, confidava scherzosamente che le sue "missioni" erano le officine meccaniche e i giovani unico - ma quanto prezioso! - campo di apostolato della sua lunga vita: un amore ai giovani sostanziato non di parole, ma di fatti. Dopo un quinquennio (1949-54) all'Istituto Orfani di Monte Mario, per queste sue disposizioni e per l'ottima esemplarità della sua santa fatica, i Superiori lo inviarono, nel 1954, nel Cile, per la costituzione di valide, urgentissime scuole professionali, che, in un laborioso quinquennio, divennero consolantissima realtà, tuttora operante, a bene di moltissimi giovani in Santiago del Cile. Nel 1959, motivi anche di salute, richiesero il suo rientro in Italia, per continuare, tuttavia, presso il San Filippo di Roma dove, tra l'altro, sostituì l'avviamento professionale con l'Istituto Tecnico Industriale, specializzazione che continua ad onorare l'Istituto per così moderne prospettive di studio e di lavoro dei giovani. Rigoroso ed esigente, prima con se stesso e poi con gli altri, attaccatissimo per gratitudine a Don Orione, ai confratelli, all'Opera, lo spirito del Fondatore era divenuto ragione della vita di Don Attilio. Dal 1975 ebbe nuovi problemi di salute e fu fraternamente assistito, mentre tuttavia, continuava la sua "missione", collaborando, soffrendo, pregando per la popolazione di Ognissanti, che ne ha ammirato la pietà e il fervore, pieno di carità, propri di un autentico figlio di Don Orione. 

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