Data del decesso: 17 Gennaio 1963
Luogo del decesso: Roma
Luogo di sepoltura:
Sac. PERCIBALLI Arcangelo, da Boville Ernica (Frosinone), morto a Roma nel 1963, a 64 anni di età, 40 di Professione e 34 di Sacerdozio.
Dal Periodico “La Piccola Opera della Divina Provvidenza”, 15 maggio 1963, p. 98:
Sac. ARCANGELO PERCIBALLI dei Figli della Divina Provvidenza, morto a Roma a 64 anni di età. 41 di professione religiosa e 25 di sacerdozio.
Già ne abbiamo annunciata la santa morte sul Bollettino di Gennaio del corrente anno. Ora ne rinnoviamo il ricordo, per l'integrità del suo sacerdozio e le doti di semplicità e di carità, che lo fecero amico della povera gente, stimato e venerato da tutti. C'è nella sua vita di scolaro un episodio che lo rivela e ere è determinante per la sua vocazione. Una insegnante ebbe a rimproverarlo ingiustamente: egli accettò senza contraddire. Quando la maestra si accorse dell'errore, ne restò edificato: gli chiese perdono e lo regalò d'una vitarella di San Luigi. Chiamato al servizio militare, portò con sé il libriccino. Lo lesse durante la guerra 1915-18, nella quale ebbe a commilitone Don Luigi Piccardo allora chierico. Quella lettura e la convivenza col religioso della Piccola Opera, col quale s'era messo a far vita comune, recitando insieme le pratiche di pietà, furono decisive per la sua vocazione verso la nostra Congregazione. Finito il servizio militare chiese a Don Orione di essere accettato come religioso. Così passò, nel 1920. dalla milizia terrena alla milizia santa di Dio. Ricoprì mansioni diverse nelle varie Case dell'Opera, dando ovunque tanta consolazione ai Superiori e alla Santa Chiesa, assolvendo nell'obbedienza, con amore, fedeltà e delicatezza, i suoi doveri. Fu assistente e Direttore alle Sette Sale, fu Cappellano della Consolata a Messina. Dietro invito di S. Ecc. Mons. Lonza, svolse la più delicata missione del suo ministero sacerdotale, riconquistando alla Diocesi una parrocchia, che era stata devastata dai cattivi esempi: la resse per diversi anni, cattivandosi l'affetto e la benevolenza dei parrocchiani, dapprima ostili, fatti alla sua partenza affettuosamente riconoscenti. Fu anche a Terracina e a Carbonio in Sardegna. Quindi Parroco di San Severino al Monte, in provincia di Macerata. Di lui scrive L'Appennino Camerte di Camerino: «Don Arcangelo ha chiuso l'attività apostolica dopo avere dato incremento alla devozione al Santo Patrono e ai restauri della concattedrale. Avrebbe voluto attirate un po' tutti su al Monte e per questo si interessò perché l'accesso fosse sempre più comodo e perché tutto attorno al Santuario fosse accogliente. Lettere e suppliche partivano a ritmo serrato al Comune, alla Prefettura, ai Ministeri. Occorreva accontentarlo, se si voleva stare in pace, ed egli ripagava tutti con quel suo sorriso, aperto, cordiale. Il 10 ottobre 1951 potè finalmente vedere coronato il suo lavoro con la solenne riapertura al culto e la inaugurazione dei restauri per mano del Card. Cento. Erano intervenute le Autorità cittadine e della Provincia, Don Arcangelo era raggiante. La sua salute però era minata e fu costretto a prendersi un po' di riposo a Roma. Ma il suo pensiero era sempre qui e lo dimostrava con l'insistenza con cui pregava i superiori di rimandarlo. Gradiva le visite dei settempedani specie quelle di S. E. Mons. Vescovo. Tratteggiò una breve monografia del Santo, del quale fu tanto devoto. Scriveva un po' a tutti, finché una improvvisa polmonite lo stroncò nella notte del 17 gennaio. L'annuncio della sua scomparsa ha suscitato ovunque viva commozione. Moltissimi si sono uniti al dolore dell'Opera di Don Orione e della Diocesi, che in Don Arcangelo hanno perduto uno dei sacerdoti più zelanti, di vita intemerata ed esemplare». Ora riposa nella pace del Signore.
Don Giuseppe Zambarbieri in “Atti e Comunicazioni della Cria Generalizia”, Gennaio – Febbraio 1963, p.8:
La santa morte del nostro Don Arcangelo Perciballi
Mi valgo di questa occasione, carissimi confratelli, per parteciparvi la notizia della' scomparsa del caro Don Arcangelo Perciballi, tornato a Dio proprio mentre si svolgeva presso la Casa Generalizia il Capitolo della Provincia " Ideale ". Era qui con noi da oltre un anno, circondato da molto affetto da parte di tutti e tanto amorevolmente assistito dai buoni fratelli coadiutori. Nelle alterne vicende del male da cui era stato colpito, aveva sempre accettato tutto con filiale abbandono nella volontà del Signore, anche in momenti nei quali i sacrifici si fecero più grandi. Si è improvvisamente aggravato nella notte sul 16 gennaio ed è piamente spirato alle 23,45 del giorno 17, confortato da tutti i Sacramenti e da tanta preghiera, oltre che dalla benedizione del Santo Padre, del Vescovo di S. Severino Marche S. E. Mons. Longinotti e del Vescovo brasiliano S. E. Mons. Tavares Baeta Neves, nostro ospite e così fraternamente vicino alla nostra famiglia religiosa. Aveva dedicato le sue ultime fatiche - come Parroco della Concattedrale di San Severino al Monte - lavorando indefessamente per i restauri di quel monumentale tempio e durante la lunga malattia aveva· preparato una breve monografia del Santo, sempre per diffondere la devozione verso il Patrono della Diocesi Settempedana. Che festoso incontro deve essere stato il suo, in Paradiso, con San Severino e coi nostri Servi di Dio, con il caro Don Pensa e tutti i fratelli nostri che costituiscono ormai lassù una. sempre· più numerosa famiglia. Abbiamo perduto in Don Perciballi uno dei sacerdoti migliori: ha dato, infatti, sempre delle consolazioni alla Congregazione ed alla S. Chiesa con la sua vita. religiosa davvero intemerata ed esemplare, con quella semplicità che rivelava un'anima schietta e trasparente, con quel prodigarsi pronto e generoso in tutti i campi cui l'obbedienza lo. aveva destinato, assolvendo, e con tanto onore, anche a compiti di estrema delicatezza. Era venuto a noi dopo il militare ed aveva sempre benedetto il Signore per la grazia della vocazione nella Piccola Opera, cui aveva poi cercato di attrarre altre anime generose. Certo a ricompensarlo di questa ansia apostolica, la Provvidenza ha disposto che fosse presente al suo transito anche il caro Don Rocco Cresenzi, direttore della " Don Orione Home" di Boston, che era ragazzetto quando Don Arcangelo celebrò al paese natìo (in provincia di Frosinone) la sua prima Messa, e deve proprio all'invito del novello sacerdote orionino il suo orientamento verso la nostra Congregazione.
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