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Ricordiamo Sac. DEL ROSSO Domenico

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 13 Gennaio 1948
Luogo del decesso: Torino
Luogo di sepoltura: Tortona

Sac. DEL ROSSO Domenico, da Avezzano (L'Aquila), morto a Torino nel 1948, a 46 anni di età, 28 di Professione e 22 di Sacerdozio.


Da "Atti del Consiglio Generalizio", anno II n.2 - gennaio febbraio marzo 1948

Aggregato Sac. Dott. Domenico Del Rosso

da Avezzano (L'Aquila), morto a Torino il 13 gennaio 1948, a 46 anni di età, 28 di Professione e 22 di Sacerdozio.

Riposa nel cimitero di Tortona.

II Sac. Domenico del Rosso nacque ad Avezzano (L'Aquila) il 7 Gennaio 1902 da Francesco e da Emilia Celi. Il giorno appresso nella parrocchiale di S. Francesco ricevette il S. Battesimo.
Fece a 11 anni la Prima Comunione e ricevette dal Vescovo Mgr. Pio Bagnoli la S. Cresima.
Rimasto orfano di padre e madre al terremoto di Avezzano del 13 Gennaio 1915 fu - unitamente all'oggi medico Del Rosso Luigi suo fratello - paternamente soccorso da Don Orione ed accolto nei suoi Istituti. In essi, pur apprendendo l'arte tipografica, seguì i corsi umanistici, coronati 10 anni appresso - autunno 1925 - dalla laurea in lettere, presso la Università di Torino.
Il fascino di Dio di Don Orione, tutto dedito al sollievo degli orfani e dei miseri, lo attrasse con dedizione generosa e costante nella di lui piccola schiera. A Tortona, il 20 Dicembre 1924, per mano del Vescovo» Mgr. Simon Pietro Grassi, riceveva il Suddiaconato!, e l'anno appresso, 19 Dicembre 1925, per mano dello stesso, veniva consacrato Sacerdote: mentre già l'11 Agosto di quell'anno santo, a Roma in San Pietro, presso l'urna dell'Apostolo e nelle mani di Don Orione aveva emessa la professione perpetua. Più tardi nelle mani dello stesso suo benefattore e padre dello spirito, nella festa della Guardia del 1931, nel Santuario che si inaugurava quel giorno in Tortona, emetteva il 4.° voto, quello di Guardia Giurata del Papa.
E in fedeltà diuturna a tali promesse la sua vita fu tutta, dedita  nel solco dell'obbedienza - a faticare tra i piccoli trasfondendo attraverso la dottrina e il buon gusto della classicità - con predilezione per la lingua di Roma e della Chiesa - sopratutto il sapore di Cristo nella anime dei piccoli, degli orfani e dei figli del popolo.
San Remo, Tortona, San Severino Marche, Magreta, Venezia, Villa Moffa, Tortona, Novi Ligure, Roma Vicolo Massimi e Roma San Filippo e Ognissanti sono le tappe della generosa dedizione di sé, fatta incessantemente e senza risparmi malgrado la delicata salute.
Chiaro d'animo e di mente, col cuore aperto agli aneliti di carità e di giustizia, sensibilissimo alla pena altrui. Semplice e pio, per lo più sereno, come educatore salutarmente molesto a forme di falsità ed ipocrisia.
Cadde infermo negli anni agitati dell'ultima guerra quando nella comunità immensa del San Filippo ricopriva - nel silenzio e schivo di mostre - anche l'ufficio amministrativo. Sopportò la lunga malattia con edificante serenità, nelle varie soste ospedaliere di Roma — Cuneo — Torino.
Ebbe presentimento sicuro della fine (che fosse una grazia implorata da Dio?) dandone pure preavviso l'ultima notte e pregando, con la abituale delicatezza, che non si telefonasse ad alcuno se non al mattino, dopo le sette.
Si spense infatti al primo inizio, 1,30 di notte, del 13 Gennaio 1948 con sulle labbra un'ultima invocazione: « Gesù, Giuseppe e Maria, proteggi l'anima mia ». Quel giorno segnava il 33.mo anniversario della morte dei suoi genitori al terremoto di Avezzano - Finale indubbio. Segno anche questo della bontà infinita di Dio che lo aveva prescelto nel pianto, alla scuola di Don Orione, pei fulgori della sacerdotale trasfigurazione.