Data del decesso: 12 Gennaio 1956
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura:
Sac. GALLI Italo, da Fivizzano (Massa Carrara), morto a Genova nel 1956, a 28 anni di età, 11 di Professione e 1 di Sacerdozio.
Dalla Rivista "Piccola Opera della Divina Provvidenza" 1956
Sac. Italo Galli
nato a Fivizzano (Massa Carrara) il 15 giugno 1927, morto a Genova Paverano il 12 gennaio 1956 a 28 anni di età, 11 di professione e 1 di sacerdozio
Di Armando e di Traversi Maria, nato a Fivizzano (Apuania) il 15-6-1927 passato piamente al Signore la sera del 12 gennaio 1956 in Genova Paverano, a 29 anni di età, 12 di professione e 2 di sacerdozio. Non s'era spento ancora in Pognana di Massa Carrara l'eco delle campane della sua prima Messa. Da centocinquant'anni quella vetusta chiesa romanica non aveva più spalancato i battenti per ricevere un suo figlio sacerdote. Ma, a diciotto mesi di distanza, altri rintocchi si son fatti udire. Come nel giorno della prima Messa la popolazione ha voluto sfilargli d'innanzi, ha voluto baciargli nuovamente le mani. Era entrato in Congregazione nel 1939, proveniente dalla Casa di Ortonovo. Aveva fatto il ginnasio tra Voghera e Buccinigo, il noviziato a Villa Moffa nel '43-44 (e fu l'ultimo gruppo che ebbe a Maestro la bella Anima di Don Cremaschi), e, pure a Villa Mofia, il liceo. Completò al Teologico di Tortona la formazione culturale e religiosa; ne uscì sacerdote il 29-6-1954. Fu destinato al Piccolo Cottolengo di Genova, nella Casa di Paverano. Vi era già conosciuto ed amato, per avervi fatto risplendere durante i tre anni di tirocinio (1947-1950) la sua pietà e carità, la sua modestia e la sua laboriosità. Come prima, si pose al lavoro silenziosamente, ma con tanto e tanto amore. Sempre sereno, lieto, pronto, era nella Casa una nota gioiosa. Aveva tanta e tanta fiducia nella Provvidenza. Qualche giorno prima della morte lo avvertirono che provvedesse per l'ingresso di altri dieci poveri accolti gratuitamente: come ogni volta, in quei casi, il suo aspetto s'era illuminato d'un dolce sorriso. Ci ha lasciati d'improvviso; da buon figlio di Don Orione, è morto proprio « d'in piedi e faticando ». A nulla son valse le cure prodigategli da valenti sanitari. I funerali sono stati una toccante dimostrazione d'affetto. Di lui ci restano esempi di vita religiosa virtuosa e santa.