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Ricordiamo Sac. CACCIUTTO Luigi

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 12 Gennaio 1992
Luogo del decesso: Mar del Plata (Argentina)
Luogo di sepoltura:

Sac. CACCIUTTO Luigi, da Barano d'Ischia (Napoli), morto a Mar del Plata (Argentina) nel 1992, a 62 anni di età, 46 di Professione e 36 di Sacerdozio.


Da "Atti e comunicazioni della Curia Generalizia", Gennaio - Aprile 1992:

Sac. Luigi Cacciutto

da Barano d'Ischia (NA), morto a Mar del Plata (Argentina) il 12 gennaio 1992 a 62 anni di età, 46 di Professione e 36 di Sacerdozio.

Oriundo italiano e immigrato in Argentina con la famiglia molto piccolo a Mar del Piata, sentì precocemente la divina chiamata e il 12 aprile 1939 venne accolto nel seminario minore di Claypole. Qui fece i corsi di preparazione e di studio che lo portarono al sacerdozio, compreso il noviziato (1944-45), la prima professione religiosa (26 aprile 1945) e quella perpetua (11.2.1952) sempre in Claypole. Venne ordinato sacerdote il 17 dicembre 1955, possedendo l'abilitazione magistrale e la frequenza di 3 anni della facoltà di storia.

Fornito di ottime doti e capacità direttive, attese per più anni alla formazione dei giovani seminaristi, alcuni dei quali attualmente sono al governo maggiore della Congregazione. Fu capodisciplina e insegnante nel Collegio apostolico di Claypole (1956-57), al Collegio S. José e al Collegio N.S. di Lujan, poi fu direttore dei Collegi di Mar del Plata (1961), di San Fernando (1962-63), Viceparroco a Victoria (1964-67), e si distinse nella evangelizzazione come membro attivo della predicazione nel movimento "per un mondo migliore" Ebbe come ideale "i poveri più poveri" e, in comunione con il Vescovo locale, ottenne di trascorrere cinque anni di lavoro anche manuale in contatto con i coltivatori di canna da zucchero e del cotone, svolgendo un coraggioso ministero tra loro in partecipazione di vita sacrificata, nel territorio delle "Siete Provincias" (Santa Fé).

Ricco di profonde convinzioni, appassionato nel bene, aperto al dialogo personale, pieno di intraprendenza e di iniziative, gli ultimi 14 anni li passò nella missione del Paraguay (Ità-Corà), tra i più emarginati e bisognosi, per i quali si offerse in eroica dedizione sino alla fine praticando il motto "tuttavia non getto la spugna" anche quando fu preso dalla malattia. Lavorò e pregò per l'ecumenismo sui sentieri più avanzati, sempre fedele a Dio, alla Chiesa e alla Congregazione, conforme allo spirito e allo zelo del Beato nostro Padre fondatore Don Orione.

 

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