Data del decesso: 3 Gennaio 1993
Luogo del decesso: Messina
Luogo di sepoltura: Messina
Agg. FERLITO Sebastiano (Sac.), da Acireale (Catania), morto a Messina nel 1993, a 82 anni di età e 59 di sacerdozio.
Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", Gennaio - Aprile 1993:
Sac. Sebastiano FERLITO
aggregato dell'Opera, da Acireale (Catania), passato al Signore, in Messina, il 3 gennaio 1993, a 82 anni di età e 59 di sacerdozio. Riposa a Messina.
Nato il 14 febbraio 1910, aveva compito il normale corso di preparazione nei seminari diocesani, ricevendo poi l'ordinazione sacra in Messina il 6 agosto 1933 e trascorrendo i suoi primi anni quale ministro di Dio al servizio della Diocesi. Pieno di ammirazione per Don Orione intorno al 1946, appena terminata la guerra, si sentì portato ad offrire vita e collaborazione nella Piccola Opera della Divina Provvidenza. Compiuto il noviziato e rinnovati i voti religiosi, preferì vivere in umile silenzio e in obbedienza, ma quale semplice aggregato con la possibilità di rimanere nella sua terra, dove trascorse tutta la vita, dopo un breve periodo di lavoro nella parrocchia orionina di Ognissanti intorno agli anni 50. Figura longilinea, dal tratto gentile e decisamente sereno, con voce che gli usciva come un soffio, camminava lesto, quasi sfiorasse le terra, accompagnato da una borsa di cuoio nella quale teneva libretti, fogli di propaganda e di missioni, con "figurine" e immaginette che distribuiva agli ammalati, a chi incontrava, alle persone che volentieri gli offrivano un passaggio per abbreviargli o sollevargli il percorso a piedi. In agosto avrebbe compiuto sessant'anni di ministero sacerdotale.
La vigilia della morte dovette essere aiutato durante il divino sacrificio chiedendo, quasi presago della divina chiamata, di potersi confessare. Ai funerali, Mons. Arcivescovo Ignazio Cannavo lo definì: "Una figura umile e mite, dotata di spirito di servizio, uomo di preghiera, devotissimo alla Madonna e dei Santi". E i confratelli affermano di lui: "si faceva mangiare da tutti", sempre pronto all'ascolto degli intelligenti e dei "matti", che tuttavia trattava, tutti, con dolcezza, riuscendo impareggiabile nella nobiltà del tratto.
Con la sua presenza discreta e apparentemente in ombra, era sostegno nel servizio ministeriale, agli altri confratelli, impegnati in attività comunitarie e sociali. Chi l'ha conosciuto da gran tempo, accostandosi a lui, soprattutto nel confessionale, ne porta in cuore il ricordo edificato, perché le anime sentivano in lui uno "speciale amico", specialmente dotato nel servizio consolatore dei malati, dei disabilitati, ai quali sapeva offrire, senza stanchezze, l'amabile parola della fede e della cristiana speranza. "Di fronte a lui - attesta commossa la Signora Elena La Fauci Rosa - serbiamo per sempre in cuore l'esempio di uno stile santo di vita che fa sorgere la preghiera: -Manda, o Signore, apostoli e "santi" alla tua Chiesa!..."
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