Data del decesso: 2 Gennaio 1999
Luogo del decesso: Orta Nova (Foggia)
Luogo di sepoltura:
Sac. MICHIELETTO Carlo, da Preganziol (Treviso), morto a Orta Nova (Foggia) nel 1999, a 75 anni di età, 56 di Professione e 43 di Sacerdozio.
Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", n. 198, Gennaio-Aprile 1999:
Sac. Carlo MICHIELETTO
Da Preganziol (Treviso), passato al Signore in Orta Nova (Foggia) il 3 gennaio 1999, a 75 anni di età, 56 di professione religiosa e 43 di sacerdozio.
La sua malferma salute non faceva certo prevedere l’improvvisa dipartita che lo colse mentre si trovava ad Orta Nova nella Puglia, attuale residenza dei suoi familiari, che era andato a visitare e salutare in occasione delle feste natalizie. Uscito da una famiglia cristianamente assai fervorosa, come dimostra anche il battesimo ricevuto il giorno stesso della sua nascita, rivelò sempre formazione soda e profonda che risale all’infanzia, dovuta specialmente all’ottima mamma Margherita Codato, la cui memoria resta tuttora in benedizione sia a Preganziol come a Foggia, stando alle dichiarazioni autorevoli del Parroco d’Orta Nova. Il 30 ottobre 1936 entrava nel probandato “Marco Soranzo” di Campocroce di Mirano (VE). Frequentava quindi le scuole medie a Montebello e Buccinigo d’Erba. Dopo la quinta ginnasiale fù inviato a Villa Moffa di Bra per il noviziato (1941-42); emise la prima professione il 15 agosto 1942. Sempre a Bandito di Bra, frequentò il corso liceale, prestandosi per servizi estivi d’assistenza anche in altre case viciniori; la sua generosa attività a Sassello nel 1944, durante la guerra, fu a lungo ricordata. Dopo il liceo fu inviato all’Istituto Berna di Mestre (VE) per fare il suo triennio di tirocinio, in qualità d’assistente dei ragazzi. L’11 ottobre 1948, a Villa Moffa, emise la sua professione perpetua, unitamente al giuramento di povertà. Dopo il corso di teologia a Tortona dal 1951 al 1955, fu ordinato sacerdote nel Santuario della Madonna della Guardia il 29 giugno 1955. La sua prima attività sacerdotale nella casa di Gavazzana, già di Don Sterpi, quel servizio d’assistenza verso gli orfanelli. Dal 1967 fu poi trasferito a Venezia nell’Istituto Artigianelli, ove rimase fino alla fine. Malgrado difficoltà della vista, si dedicò con zelo alla tipografia, passando lunghe ore nel correggere le bozze e poi al pensionato per studenti universitari. Coltivò le memorie storiche e la stima verso l’Istituto Artigianelli. Don Carlo, temperamento “mite”, spesso “brioso” e sereno, nei rapporti con i superiori fu rispettoso e fiducioso; nel ricevere ospiti – confratelli e laici – si rivelò sempre servizievole e cordiale.
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