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Ricordiamo Sac. FERRONATO Eliodoro

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 2 Gennaio 2007
Luogo del decesso: Ospedaletto (Trento)
Luogo di sepoltura: Ospedaletto Valsugana (TN)

Sac. FERRONATO Eliodoro, da Ospedaletto (Trento), morto a Buccinigo d'Erba (Como) nel 2007, a 74 anni di età, 70 di professione e 43 di sacerdozio.


Da "Atti e comunicazioni della Curia Generale", n. 222/223, Gennaio - Agosto 2007:

Sac. Eliodoro Ferronato

Tornato alla casa del Padre il 2 gennaio 2007 in Buccinigo d’Erba (Como), a 74 anni d’età, 57 di Professione religiosa e 47 di sacerdozio. Riposa a Ospedaletto Valsugana (TN).

Sesto di otto figli di Angelo e di Antonia Bortignon, Elio nacque a Ospedaletto di Trento il 29 gennaio 1932, fu battezzato il 3 febbraio successivo e ricevette la cresima il 18 maggio 1944 a Vigevano (Pavia). Visse i primi anni nella quieta e salubre Valsugana, frequentando le scuole elementari e il catechismo parrocchiale che gli ispirarono il desiderio di darsi al Signore nella vita religiosa.

A nove anni rimase orfano della madre, e per l’interessamento dell’arciprete decano fu accolto in Congregazione il 1° ottobre ’41 nell’istituto di Castelnuovo Scrivia (Alessandria), dove terminò le elementari come sfollato. Nel 1943 a Vigevano fece le prime due classi ginnasiali, proseguendo le ultime tre a Buccinigo d’Erba (Como) (’45-’48) concluse con la domanda per il noviziato a Villa Moffa di Bra (Cuneo), nell’anno 1948-49.

Ricevette l’abito religioso il 28 agosto 1944 e fece i primi voti  nelle mani di Don Carlo Pensa l’11 ottobre ’49, allora festa della “Mater Dei”. Completato il liceo e la filosofia nel vicino Istituto “San Tommaso” e conseguita l’abilitazione magistrale (’49-’52), praticò il tirocinio come assistente e insegnante dei mutilatini nel Piccolo Cottolengo di Napoli (’52-’55).

Emessa la Professione perpetua l’11 ottobre ’55 a Tortona, completò gli studi teologici (’55-’59) ricevendo i vari ordini sacri e il Presbiterato, conferitogli da Mons. Angelo Zambarbieri il 29 giugno 1959, nel santuario Madonna della Guardia in Tortona.

Compiuto l’anno di pastorale a Roma, nel 1960 fu dai superiori destinato  assistente e insegnante nel nuovo probandato  di Dicastillo, in Spagna, prodigandosi generosamente e con sacrificio alla crescita del carisma e delle vocazioni in terra spagnola. Nel ’63 diresse la nuova opera a Posada de Llanes (Asturias) e dopo due anni tornò ad insegnare e a dirigere il probandato di Cascante (’65-’69). Fino al ’72 gli  fu affidata la direzione e formazione dei chierici teologi a Madrid, tornando nuovamente a Dicastillo come direttore (’72-’76).

Questo apostolato formativo era sempre accompagnato dall’esercizio del ministero sacerdotale di ascolto e di riconciliazione, nonché dal continuo aggiornamento pastorale ed ecclesiastico, inculcato dal Concilio Vaticano II. Ebbe pure modo di diplomarsi in sociologia all’Università di Salamanca (Madrid), di frequentare il corso di Pedagogia presso la CONFER di Madrid, il biennio teologico dell’Università “Comillas” di Madrid, con licenza e corsi di dottorato (’69-’72).

Nel 1976 fu nominato Maestro dei novizi a Velletri, ove donò la sua capacità e preparazione con vero spirito orionino e paterno fino al 1982, quando un grave incidente stradale occorsogli a Roma, ne limitarono fortemente l’attività in seguito allo shock avuto. Dopo lunghe e difficili cure a Roma, e qualche mese a Madrid, si riprese alquanto e fu destinato Padre spirituale nel ginnasio liceo di Villa Moffa a Bra (Cuneo) dove potè esercitare anche il ministero sacerdotale fino alla chiusura del glorioso complesso, poi ceduto in comodato ai Focolarini di Chiara Lubich.

Dal 1997 risiedeva nella comunità di Buccinigo d’Erba (Como) dove era anche consigliere, prestandosi volentieri nelle varie necessità materiali e pastorali, per quanto glielo permettesse la salute, coltivando la preghiera e la Parola di Dio.

Fin da chierico fu descritto sereno, calmo, delicato anche nella salute che non fu mai florida, raccolto e riflessivo, amante dello studio, dell’unione con Dio. Ebbe una costante attenzione alle persone che lo avvicinavano; uomo di dialogo con vedute ecumeniche ed ecclesiali. Seppe  promuovere, vivendolo di persona, lo spirito e il carisma orionino, sempre e ovunque disponibile ai luoghi e all’obbedienza dei superiori.

In questi ultimi anni accolse la croce  e la sofferenza con fede, pazienza e serenità, testimoniando la lunga fedeltà ed amore alla Chiesa e alla Congregazione con una particolare devozione alla Vergine, alla quale si era totalmente offerto in occasione della sua Professione perpetua.

I funerali si svolsero nel pomeriggio del 3 gennaio a Erba (Como), concelebranti numerosi confratelli e sacerdoti diocesani, presenti amici e fedeli. Il giorno seguente, dopo l’ultimo omaggio e la Santa Messa nella Parrocchia Sant’Egidio a Ospedaletto Valsugana, la salma è stata tumulata nella tomba di famiglia del locale cimitero.

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