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Ricordiamo Sac. JERANO' Antonio

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 18 Marzo 2023
Luogo del decesso: Avezzano (AQ - Italia)
Luogo di sepoltura:

Sac. Antonio JERANÓ, da Taurianova RC (Italia), morto ad Avezzano AQ (Italia), a 86 anni di età, 69 di professione e 45 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia “Notre Dame d’Afrique” – Bonoua.


Annuncio decesso

 È deceduto il Sac. Jeranó Antonio

Il 18 marzo 2023 è deceduto presso la nostra Casa di Avezzano (Italia) il carissimo Confratello Sac. Antonio Jeranó. Era nato a Taurianova (RC - Italia), il 30 luglio 1936: Aveva 86 anni di età, 69 di professione e 45 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia "Notre Dame d'Afrique (Bonoua).

Don Antonio restò orfano di entrambi i genitori molto presto. Fu accolto nella nostra Casa di Roma Trastevere a 12 anni. Qui maturò la sua vocazione religiosa e nel 1952 fece il suo Noviziato a Montebello della Battaglia conclusasi con la Professione religiosa l’11 ottobre 1953, come Fratello. Fu inviato dapprima al servizio del centralino telefonico del Vaticano per quattro anni; da qui passò al Villaggio del Fanciullo di Palermo dove si spese per l’animazione dei ragazzi e giovani dell’Istituto e dell’Oratorio. Incoraggiato dai Superiori, intraprese gli studi di teologia in vista di essere ordinato sacerdote, meta che raggiunse il 25 giugno 1977. Ritorno a Palermo dove continuò il suo servizio ai giovani. Nel 1985 diede la sua disponibilità per partire per l’Africa, dove la Congregazione aveva piantato da poco una tenda. Qui resto per il resto della sua vita. Dapprima ad Agadji nel sud del Togo, poi a Bogou nel nord. Nel 1995 fu trasferito in Costa d’Avorio: Bonoua 1996-2003, Korhogo 2003-2006, poi di nuovo a Bonoua fino al suo rientro in Italia, per motivi di salute, nel 2020.

Dappertutto ha lasciato un ricordo indelebile di sacerdote tutto donato al Signore e al ministero. Il suo apostolato tra i giovani è stata la sua caratteristica: memorabili le Mini-Olimpiadi che organizzava in ogni posto dove è stato e l’animazione dell’Oratorio. Il suo ricordo è in benedizione.Don Antonio restò orfano di entrambi i genitori molto presto. Fu accolto nella nostra Casa di Roma Trastevere a 12 anni. Qui maturò la sua vocazione religiosa e nel 1952 fece il suo Noviziato a Montebello della Battaglia conclusasi con la Professione religiosa l’11 ottobre 1953, come Fratello. Vu inviato dapprima al servizio del centralino telefonico del Vaticano per quattro anni; da qui passò al Villaggio del Fanciullo di Palermo dove si spese per l’animazione dei ragazzi e giovani dell’Istituto e dell’Oratorio. Incoraggiato dai Superiori, intraprese gli studi di teologia in vista di essere ordinato sacerdote, meta che raggiunse il 25 giugno 1977. Ritorno a Palermo dove continuò il suo servizio ai giovani. Nel 1985 diede la sua disponibilità per partire per l’Africa, dove la Congregazione aveva piantato da poco una tenda. Qui resto per il resto della sua vita. Dapprima ad Agadji nel sud del Togo, poi a Bogou nel nord. Nel 1995 fu trasferito in Costa d’Avorio: Bonoua 1996-2003, Korhogo 2003-2006, poi di nuovo a Bonoua fino al suo rientro in Italia, per motivi di salute, nel 2020.

Dappertutto ha lasciato un ricordo indelebile di sacerdote tutto donato al Signore e al ministero. Il suo apostolato tra i giovani è stata la sua caratteristica: memorabili le Mini-Olimpiadi che organizzava in ogni posto dove è stato e l’animazione dell’Oratorio. Il suo ricordo è in benedizione.


Da “Atti e Comunicazioni della Curia Generale”, n. 268 – 269, Gennaio - Agosto 2023

Sac. Antonio JERANÒ

Deceduto il 18 marzo 2023, vigilia del San Giuseppe e della domeni­ca della gioia, nella casa di riposo di Avezzano, aveva 87 anni d’età, 70 di professione religiosa e 46 di sacerdozio. Apparteneva alla Provincia religiosa “Notre Dame d’Afrique” (Costa d’Avorio).

Don Antonio era nato a Taurianova (Reggio Calabria) il 30 luglio 1936, figlio di Francesco e di Murdaca Caterina. Rimasto orfano di padre, il 04 agosto 1948 fu accolto nella casa di Trastevere (Roma), e successivamen­te all’Istituto Orfani di Monte Mario (Roma); il desiderio di consacrarsi al Signore lo portò al seminario di Velletri Colle Giorgi (1950-51), e ad entrare in noviziato a Montebello della Battaglia (Pv) l’11 ottobre 1952. Ha fatto la prima professione l’11 ottobre 1953 (Montebello), come Fra­tello coadiutore. Fu inviato nella comunità del Vaticano, dove svolse il suo servizio come centralinista ai Telefoni (1953-57). Passò quindi alla comunità di Palermo come assistente e animatore della gioventù del Vil­laggio del Fanciullo (1958-1970). Di questi anni si ricorda la professio­ne perpetua (12 settembre 1959, a Roma-Santa Maria), e soprattutto la creazione della Compagnia del Papa (25 novembre 1960), lungamente preparata da riflessione, preghiera e impegno di generosa ed entusiasta animazione fra i giovani. La Compagnia, negli anni di permanenza di don Antonio a Palermo crebbe fino a raggiungere il migliaio di giovani aderenti, ed ottenne l’approvazione del Direttore generale, che ne rico­nosceva il bene compiuto “fra i giovani dei nostri istituti e anche al di fuori delle nostre stesse Opere” (24.9.1970).

Maturava intanto in lui la decisione di intraprendere il cammino verso il sacerdozio. Fu così trasferito a Roma (ottobre 1971) presso l’Istituto Mutilatini, con la qualifica di assistente dei ragazzi, e contemporane­amente con l’impegno dello studio di filosofia e successivamente della frequenza ai corsi di teologia (1972-1976). Il 1977 lo vide addetto all’O­ratorio della Parrocchia di Monte Mario, essendo ordinato diacono il 26 marzo, e ordinato sacerdote il 25 giugno dello stesso anno.

I primi anni di ministero sacerdotale lo videro nuovamente al Villaggio del Fanciullo di Palermo, come viceparroco della Parrocchia Madonna della Divina Provvidenza, e insegnante al CAP - Centro di addestramen­to professionale (1978-84). Partì poi per la missione. Arrivato in Africa nel 1985, Don Antonio fu nominato parroco della parrocchia “Sant’Agostino” di Agadji, in Togo. Il suo apostolato si svolse soprattutto fra i giovani, organizzando attività ricreative, culturali e spirituali, che gli valsero la più alta onorificenza della nazione togolese (Cavaliere dell’Or­dine del Mono) conferitagli dal Presidente della Repubblica togolese di allora, Eyadema Gnassingbé. Don Antonio continuò poi la sua missio­ne in Togo, nella parrocchia di “Sainte Odile” a Bogou, con il consueto zelo e la passione per l’apostolato fra i giovani, riscuotendo la stima di tutta la popolazione. Nel 1996 fu trasferito nella parrocchia “Saint Pierre Claver” di Bonoua in Costa d’Avorio, dove rimase fino al 2002. Qui, parroco, si dedicò ad una pastorale integrale fatta di accompagnamento dei giovani e delle persone anziane, sviluppando soprattutto la pastorale dei malati. Anche a Bonoua, organizzava per i giovani attività sportive: divenne famosa una squadra di pattinatori, da lui creata, che vinse un trofeo nazionale della Costa d’Avorio.

Don Antonio era un uomo di fede. Sapeva mostrare e difendere la sua fede. Sia a Bogou sia a Bonoua affermava fortemente la sua fede anche con singolare audacia in qualche moschea: “Gesù Cristo è l’unico Salva­tore.”

Dal 2002 al 2006, fu nella città di Korhogo, al nord della Costa d’Avo­rio. Durante la crisi sociopolitica seguita a un colpo di stato non riusci­to, che però aveva diviso il paese in due (Nord e Sud), Don Antonio ha saputo assistere la popolazione di Korhogo, nella zona tenuta dai ribelli armati. Presso i ribelli sapeva difendere la causa degli innocenti, i poveri e i malati, sollecitando anche aiuti per loro. Non aveva paura di morire martire.

Ritornò nel 2006 a Bonoua, prima nella Comunità della Parrocchia “Saint Pierre Claver” (2006 - 2012), poi nella Comunità del Noviziato (2012 - 2016) e infine nella Comunità della Casa Provinciale (2016 - 2020) dove si dedicava alla pastorale del Santuario “Notre Dame de la Garde” con la disponibilità ad ascoltare la gente e confessare.

Tutta la Provincia “Notre Dame d’Afrique” ricorda Don Antonio come un grande missionario, obbediente nei confronti dei Superiori, uomo di fede e di speranza, apostolo dei giovani ad immagine di San Luigi Orione e San Giovanni Bosco. Per la Provincia, Don Antonio è stato anche un grande “vocazionista” e ha ispirato molti giovani religiosi della Provincia “Notre Dame d’Afrique”. Si è dato da fare per la conoscenza del carisma Orionino sotto l’aspetto specifico di oratorio, di animazione vocazionale e di amore per il Papa. Con disegni, scritti e fotografie, ripresentava il cari­sma orionino, la vita dei santi, soprattutto quelli della famiglia orionina che aveva personalmente conosciuto.

Aveva un grande desiderio di morire a Bonoua per essere seppellito ai piedi della statua di “Notre Dame de la Garde”. Ma la volontà del Signore è stata altra. L’età e le malattie, in tempo di Covid-19, lo ha costretto a recarsi in Italia per cure, nel 2020. È stato accolto prima a Palermo, poi ad Ercolano e infine ad Avezzano dove, il 18 marzo 2023, è passato al Signore. La liturgia funebre si è svolta il giorno 20 marzo 2023 ad Avezzano, presso il santuario del Suffragio - Don Orione.


La Provincia "Notre Dame d'Afrique" ricorda Don Antonio Jeranò

Notre Dame D'Afrique: Ricordando Don Antonio Jeranò

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