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18 Aprile 2023

Notre Dame D'afrique: Ricordando Don Antonio Jeranò

P. Jean-Baptiste Komi Dzankani, Direttore della Provincia “Notre Dama d'Afrique”, ricorda Don Antonio Jeranò, il missionario orionino morto lo scorso 18 marzo, che lo accolse in Congregazione e con il quale condivise alcuni anni in comunità.

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«Sento il dovere di condividere, la mia testimonianza nei confronti del carissimo Don Antonio Jeranò che mi ha accolto in congregazione, e con il quale provvidenzialmente ho vissuto complessivamente ben otto anni in comunità» afferma il direttore provinciale P. Jean-Baptiste Komi Dzankani.

Don Antonio «fu uomo di fede e di speranza, missionario infaticabile, sempre con i giovani, gli anziani ed i malati». Arrivò in Africa nel 1985, destinato alla parrocchia Sant’Agostino di Agadji, in Togo. «Subito organizzò un oratorio per i giovani con diversi giochi e iniziative - ricorda p. Dzankani -. L’attività ebbe molto successo tanto che, oltre a tutta la gioventù della parrocchia, coinvolse anche quella della città e della prefettura. Fu in questo contesto che inventò le miniolimpiadi che amava organizzare durante le vacanze, occupando così i giovani anche culturalmente e spiritualmente oltre che con lo sport. La riuscita di queste miniolimpiadi arrivò all’orecchio del Presidente della Repubblica togolese di allora, Gnassingbé Eyadema, che stupito dell’attività di questo prete italiano in favore della gioventù togolese, gli volle conferire la più alta onorificenza della nazione, il titolo di Cavaliere dell'Ordine del Mono.

Fu nella parrocchia Sant’Agostino di Agadji che io e p. Gaston Kindou fummo accolti da Don Antonio come aspiranti della Congregazione di San Luigi Orione».

Poco dopo, nel 1989, la missione ad Agadji, venne chiusa e Don Antonio venne inviato nella parrocchia Sainte Odile di Bogou, di cui divenne parroco. Qui il missionario orionino riprende l'animazione dei giovani (sport, cultura e spiritualità), senza dimenticare mai gli adulti e le persone anziane. «Don Antonio sapeva sedersi con i ‘vecchi’ intorno a un Tchakpalo (bevanda locale) e ‘fare il vecchio’. Con loro amava essere chiamato ‘il vecchio’, perché in Africa chi dice ‘vecchio’ dice praticamente ‘saggezza’» spiega P. Jaen-Baptiste, che aggiunge «A Bogou ho avuto la grazia di fare il mio primo anno di postulandato (1989-1990) e poi il mio primo anno di tirocinio (1995-1996) con Don Antonio. Ho proprio apprezzato il suo impegno verso i giovani. Ha aperto una piccola biblioteca, e organizzato ogni tipo di gioco in parrocchia suscitando l’interessare di giovani, sia ragazze che ragazzi. Sapeva annunciare il vangelo a tutti, attraverso i momenti di preghiera e i consigli che prodigava ai fedeli. Con la sua pastorale ha dato una vitalità alla parrocchia e a tutto il villaggio».

P. Dzankani racconta poi di come Don Antonio, trasferito nella parrocchia Saint Pierre Claver di Bonoua fosse sempre in attività, sempre dedicato ad una pastorale integrale fatta di accompagnamento ai giovani e alle persone anziane. «Lui ha sviluppato soprattutto a Bonoua, le visite a domicilio per i malati, impartendo i sacramenti della confessione e dell'Eucaristia. Poi riuscì a trasformare, con piacevole sorpresa di tutti, il piccolo cortile della parrocchia di Bonoua in un campo sportivo polifunzionale dove organizzava degli incontri sportivi coinvolgendo nei preparativi anche il sindaco della città. Ha formato anche una squadra di pattinatori. Quest’ultima è diventata famosa in Costa d'Avorio per avere vinto già una volta il trofeo nazionale di pattinaggio. Durante la veglia di preghiera in suffragio di Don Antonio, organizzata dalla parrocchia di Bonoua, il 22 marzo 2023, questi pattinatori gli hanno reso un vibrante omaggio chiamandolo affettuosamente “Papà spirituale”; perché è stato Don Antonio a dare loro un posto luminoso nella società. È stato molto commovente sentire questi giovani nelle loro testimonianze!».

«Ma la cosa che mi ha stupito ancora di più - afferma P. Dzankani - è che Don Antonio riuscì ad ottenere, per concessione del Re di allora Nana Aka Ahoré François, lo spostamento del giorno del mercato di Bonoua dalla domenica al sabato. Questa concessione è, ancora oggi, la gioia di tutti i cristiani di Bonoua, compresi i fratelli metodisti. Con questo gesto ha peraltro rinforzato, l’ecumenismo nella città».

P. Dzankani racconta ancora di come Don Jeranò trasferito a Korhogo (2000-2006) seppe assistere il popolo in piena crisi socio-politica dovuta al colpo di stato e poi alla divisione della Costa d'Avorio in due parti: Nord e Sud. «Don Antonio sapeva parlare al cuore di tutti. In quei periodi di guerra parlò soprattutto ai ribelli, chiedendo loro di avere particolare riguardo nei confronti degli innocenti, dei poveri e dei malati».

Negli anni seguenti Don Antonio fu ancora a Bonoua prima nella Casa del Noviziato poi alla Casa Provinciale per dedicarsi alla pastorale del Santuario Notre Dame de la Garde. «Nominato Direttore Provinciale nel 2018, arrivai a Bonoua e ritrovai Don Antonio nella casa Provinciale. Abbiamo vissuto ancora due anni (dal 2018 a 2020) in comunità. Ci ricordavamo i bei momenti passati insieme in Togo, nella parrocchia St Pierre Claver e al Noviziato». Nel 2020, Don Antonio aveva chiesto ed ottenuto l'autorizzazione di tornare in Italia per le cure. Quindi, venne accolto prima a Palermo, poi Ercolano e infine ad Avezzano dove muore il 18 marzo 2023 a 86 anni di età, 69 di professione e 45 di sacerdozio.

«Grande missionario, uomo di fede e di speranza, apostolo dei giovani nella carità, Don Antonio Jeranò è stato un grande "vocazionista" e ha segnato molti giovani religiosi della Provincia “Notre Dame d’Afrique”, a lui dobbiamo la nostra conoscenza del Carisma orionino – conclude p. P. Jean-Baptiste Dzankani -. Adesso gli offriamo le nostre preghiere in suffragio per il suo riposo eterno: Don Antonio, riposa in pace e prega per noi; prega per questa Provincia che hai amato tanto e servito con grande generosità. Personalmente, rendo grazie a Dio e alla famiglia Jeranó per la vita di Don Antonio e soprattutto per quanto ho imparato da lui. Don Antonio, riposa in pace! Amen!

Ave Maria e avanti!

 

 

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