Data del decesso: 2 Marzo 2007
Luogo del decesso: Seregno (MB)
Luogo di sepoltura: Mirabello Monferrato (AL)
Sac. CASTELLARO Evasio, da Mirabello Monferrato (Alessandria) Italia, morto a Seregno (MI) nel 2007, a 83 anni di età, 67 di Professione religiosa e 57 di Sacerdozio. Apparteneva alla Provincia dei SS. Apostoli Pietro e Paolo (Roma).
Da "Atti e comunicazioni della Curia Generale", gennaio - agosto 2007 n. 222/223
Sac. Evasio Castellaro
Serenamente spentosi il 2 marzo 2007 nel Piccolo Cottolengo Don Orione di Seregno (Milano, ora Monza Brianza), a 83 anni di età, 67 di Professione religiosa e 57 di sacerdozio. Riposa nel cimitero di Mirabello Monferrato (Alessandria).
Nel 2000, scrivendo al Superiore generale, nella sua umiltà e sincerità il caro confratello si definiva “uno che ha lavorato tanto ma che ha perso quasi tutto per strada, perché il mio sacco era bucato.” Ammettendo tuttavia che “la forza del buon esempio di tanti confratelli santi incontrati nella sua vita, l’aiutarono nella fedeltà e perseveranza nel vivere il carisma e gli insegnamenti di San Luigi Orione”, del quale ebbe la grazia di essere fotografato da piccolo a Montebello nel 1938 accucciato ai piedi e di vederlo poi proclamato Santo in Piazza San Pietro, il 16 maggio 2004.
Don Castellaro conosceva e praticava la famosa frase di Don Orione che diceva:” dobbiamo essere i facchini di Dio” o l’altra “ i preti che corrono”, anche se talvolta ci si scordava per chi e per cosa si correva. Allora in occasione dell’Anno santo 2000 sentì una forte nostalgia dell’intimità con Dio, il “Dio solo, l’unum necessarium…” di Don Orione e chiese di tornare in Provincia d’origine per meglio prepararsi all’incontro, nel raccoglimento e nella preghiera, dopo tanta vita apostolica attiva. Era del nord, ma aveva optato per il sud, donando le sue energie fisiche e spirituali a servizio dei numerosi ragazzi e orfani della provincia religiosa romana.
Di Mirabello Monferrato, provincia di Alessandria e diocesi di Casale Monferrato, dove nacque il 14 settembre 1923 da Pietro e da Tento Giuseppina. Aveva altri tre fratelli e tre sorelle. Fu battezzato due giorni dopo e ricevette la cresima il 12 aprile 1931. L’ambiente famigliare, agricolo e parrocchiale che favorivano i grandi valori cristiani del servizio, della solidarietà e del culto a Dio, fecero fiorire la sua vocazione religiosa e sacerdotale.
Fu ricevuto al “San Bernardino” di Tortona il 13 ottobre 1934, dove fece la prima ginnasiale, completando le altre classi a Voghera e Montebello (Pavia) (’34-’38), e ricevette l’abito religioso dalle mani di Don Sterpi nella festa della Madonna della Guardia ’35. Nel settembre ’38, sotto la guida di Don Cremaschi, fece l’anno di noviziato, emettendo i voti religiosi di povertà, obbedienza e castità il 16 settembre ’39. Vi restò ancora un anno per la prima liceo, continuando la filosofia a Tortona (’40-’42) sotto i pericoli e l’incertezza della guerra in corso.
Il tirocinio lo svolse nell’istituto San Filippo Neri di Roma, assistente e maestro elementare, collaborando con Don Gaetano Piccinini nel proteggere alcuni rifugiati e perseguitati (’42-’45). Tornato a Tortona per il corso teologico (’45-’49), emise la Professione perpetua nel Natale del 1946 e concluse la formazione con l’Ordine del Presbiterato, ricevuto da Mons. Egisto Domenico Melchiori, il 29 giugno 1949.
Il suo alacre apostolato sacerdotale e orionino si svolse quasi sempre tra i giovani delle scuole e dei Centri di Addestramento Professionale, preparando e formando i futuri cittadini e padri di famiglia nella dottrina sociale cattolica, secondo lo spirito di Don Orione, indirizzandoli e procurando loro posti di lavoro e di responsabilità sociali e civili, attraverso la sua presenza affettuosa e continua in mezzo a loro, con semplicità, esercitata pure nei rapporti con i confratelli e superiori, ai quali fu sempre obbediente.
Dopo l’ordinazione fu a Buccinigo d’Erba (Como), assistente e insegnante ai probandi (’49-’57), direttore e insegnante a Botticino Sera (Brescia) dal ’57 al ’61; direttore dell’istituto per Orfani di Roma Monte Mario (’61-’63) e del Villaggio del Fanciullo di Palermo (’67-’72). Collaborò poi un anno nell’Opera Antoniana delle Calabrie a Reggio e nel 1973 diresse per un triennio il Piccolo Cottolengo di Napoli.
Dal ’76 al ’92 fu incaricato del Centro Addestramento Professionale al Villaggio del Fanciullo di Palermo, nonché vicario della comunità dall’83 prima, e direttore della medesima dal 90 al 92. Destinato alla comunità di Paternò (Catania) come direttore ed economo (’92-’96), vi restò poi come consigliere e incaricato del Centro Addestramento Professionale, aiutando nell’assistenza religiosa del bel Santuario Mariano tanto caro ai Paternesi.
Per meglio curarsi nella salute, chiese e ottenne di trasferirsi nel nord Italia dove, dopo essersi alquanto ripreso, collaborò nel ministero parrocchiale a Torino- Vallette per un biennio. Dal 2003 risiedeva nel Piccolo Cottolengo di Seregno, amorevolmente assistito, preparandosi all’incontro definitivo col Pastore delle nostre anime.
Le esequie si sono svolte il giorno successivo nella chiesa santuario di Maria Ausiliatrice annessa al Piccolo Cottolengo. Presiedeva il Superiore generale, concelebranti alcuni confratelli, presenti i tre fratelli di Don Evasio, personale, assistiti e fedeli amici. Nel pomeriggio l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di Mirabello Monferrato (Alessandria). Presiedeva il Vicario provinciale Don Zordan, concelebranti il parroco e altri confratelli, presenti i parenti e paesani, che l’hanno accompagnato nella sepoltura al cimitero locale nella tomba di famiglia.
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