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Ricordiamo Sac. PAROLA Pietro

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 19 Marzo 2003
Luogo del decesso: Sanremo (Imperia)
Luogo di sepoltura:

Sac. PAROLA Pietro, da Cervasca Santo Stefano (Cuneo), morto a Sanremo (Imperia) nel 2003, a 83 anni d’età, 66 di Professione e 58 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", n. 210, Gennaio - Aprile 2003

Sac. Pietro PAROLA
Da tempo andava preparandosi nella preghiera e nel raccoglimento, con l’accettazione amorosa delle sofferenze e disagi dell’età, alla chiamata del Signore, giunta nella festa di San Giuseppe, patrono dei moribondi, di cui era particolarmente devoto.

Quarto di sei fratelli, Pietro viene alla luce il 20 maggio 1919 da Giuseppe e Maria Audisio, in Cervasca Santo Stefano (Cuneo). Battezzato otto giorni dopo, il 2 settembre ’26 riceve la confermazione. Compiute le scuole dell’obbligo, con il desiderio di consacrarsi a Dio, viene accolto con suo fratello Giovanni, - indirizzati dal loro zelante parroco – nella Casa madre di Tortona, il 7 ottobre 1932. Qui compie le due classi ginnasiali e riceve il santo abito il 28 agosto 1933. Completa poi gli studi ginnasiali nei probandati di Voghera e di Montebello (’33-’35).

A Villa Moffa di Bra, insieme al fratello Giovanni, sotto la guida di Don Giulio Cremaschi, trascorre l’anno di noviziato, professa i primi voti religiosi il 7 ottobre 1936. Rientrato a Tortona, fa i due anni di liceo – filosofia, seguiti dal tirocinio come insegnante e assistente nell’istituto Manin di Venezia (’38-’41).

In piena guerra, nel ’41, a Genova Boschetto, inizia lo studio della teologia, che prosegue a Rosano di Casalnoceto (Alessandria) a causa dei bombardamenti. Professa in perpetuo il 25 aprile 1943, e l’anno successivo, il 25 marzo riceve, sempre a Casalnoceto, il Presbiterato dalle mani del Vescovo di Tortona Mons. Egisto Domenico Melchiori.  Divenuto sacerdote, Don Pietro sperimenta di persona il significato  del sacrificio e della sofferenza fisica e spirituale, nello sforzo di attuare i fermi propositi di “migliorarsi sempre più e di essere un santo sacerdote della congregazione.”. Rimane molto addolorato nell’apprendere che suo fratello Giovanni, divenuto sacerdote prima di lui, ha lasciato la Congregazione per la diocesi. Il fatto lo rafforza ognor più nel proposito di fedeltà alla consacrazione e al sacerdozio che fa proprio e lo vive, il motto “Volontà di Dio, paradiso mio”.

Il suo ministero è segnato dalla permanenza per ben sei anni in ospedale e case di cura, come ammalato e convalescente: a Genova, Arosio (Svizzera) e Quezzi, dove il vissuto quotidiano gli dona comprensione, attenzione e conforto apostolico verso i sofferenti, i bisognosi, i poveri e i buoni figli dei Cottolengo, che saranno il suo settore di lavoro “orionino”.

Dopo il breve periodo di assistenza spirituale a Firenze e Torriglia (Genova), gli viene affidata la cura pastorale della chiesa di San Severino al Monte (Macerata), fino al ’54. Tornato in salute, è richiamato a Genova come Segretario provinciale (’54-’64), direttore del Piccolo Cottolengo di Quarto Castagna nonché consigliere provinciale dal ’58 al ’64. Continua la sua attività al Villaggio della Carità al Camaldoli dal ’64 al ’69 e dal ’75 al ’81 come direttore e dal ’69 al ’75 come  vicario. Viene destinato al Piccolo Cottolengo di Sanremo fino al 1996. Vi rimase anche quando le forze cominciarono a calare.

Intelligente, semplice, retto e diligente, di buono spirito, allegro e serio a suo tempo. Agisce con spirito di fede e delicatezza, alimentando la sua vita religiosa e sacerdotale con la preghiera e l’unione con Dio, fonte di carità verso tutti. Sempre, Don Parola, oltre l’economia materiale verso confratelli e assistiti, offre quella spirituale, con l’ascolto, il conforto e la direzione alle anime, sull’esempio del Beato Don Orione, per il quale, da figlio devotissimo, prega e offre le sue sofferenze per la pronta glorificazione, nella speranza di poterlo un giorno raggiungere in paradiso.

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