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Ricordiamo Sac. CIOLLI Enrico

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 17 Marzo 1989
Luogo del decesso: Mar del Plata (Argentina)
Luogo di sepoltura:

Sac. CIOLLI Enrico, da Samoclevo (Trento), morto a Mar del Plata (Argentina) nel 1989, a 71 anni di età, 49 di Professione e 36 di Sacerdozio.


 Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", Gennaio - Aprile 1989

SAC. CIOLLI ENRICO
da Samoclevo (Trento), passato al Signore in Puerto Mar del Piata (Argentina) il 17 marzo 1989, a 71 anni di età, 49 di professione religiosa e 37 di sacerdozio.

Venne accolto il 5 aprile 1937, nel probandato dell'Opera in San Bernardino di Tortona dal direttore don Enrico Galimberti, morto poi missionario in Argentina nel 1940. Data l'età - aveva 20 anni, essendo nato il 18 aprile 1917 - fu ammesso presto al noviziato (1938-1939) appena avviati i corsi ginnasiali.

Dopo la vestizione (15 agosto 1938) e i primi Voti religiosi (15 agosto 1939), completò il ginnasio e il liceo a Tortona; i Voti perpetui li pronunciò nell'Assunta del 1948, dopo aver superato alcune prove motivate dalla salute precaria.

Il tirocinio lo compì quale centralinista ai telefoni in Vaticano (1942-45) e assistente dei fanciulli poveri alla Colonia S. Maria sul Monte Mario di Roma (1945-46).

Ricevuto il sacro presbiterato il 29 giugno 1952, nella stessa data dell'anno successivo don Ciolli partì per l'Argentina, come aveva richiesto ai Superiori.

Dopo qualche anno di lavoro presso la Parrocchia di San Giuseppe in Porto Mar del Piata, trascorse oltre un ventennio nel Chaco a Presidencia Roque Saenz Pena, soprattutto impegnato quale cappellano delle carceri dalle quali si licenziò con 21 anni di servizio, durante il quale percorse anche il difficoltoso cammino delle strade del Chaco, sempre con il sorriso della bontà visitando le varie cappelle da lui costruite in importanti località. Fu pure direttore per un quinquennio a Tucuman, per passare poi a Puerto Mar del Piata, dove si prese cura degli infermi e degli anziani dell'Hogar municipale, dei fanciulli dei collegi della Sacra Famiglia e dell'Immacolata di Madre Michel, degli anziani che vivono presso la Grotta di Lourdes: tutti sperimentarono la sua gentilezza, come anche i malati, che visitava a domicilio e accudiva spiritualmente; e costruì una cappella in uno dei rioni periferici della città.

Negli ultimi tempi accennava al desiderio di tornare a rivedere la propria terra, l'Italia e i luoghi di origine della nostra Congregazione. Nella vita comunitaria conservò sino alla fine uno spirito sereno, scherzoso, lontano dalle malinconiche tristezze della vecchiaia, benedicendo il Signore che lo aveva chiamato e conservato - nonostante la incerta salute dei primi anni della formazione - all'apostolato proprio della Congregazione, nello spirito del Beato Fondatore: conforme al quale, già il 27 gennaio 1966, aveva pronunciato il giuramento di fedeltà al Papa.