Data del decesso: 16 Marzo 1994
Luogo del decesso: Seregno (Milano)
Luogo di sepoltura:
Sac. GOLDONI Giannunzio, da Quistello (Mantova), morto a Seregno (Milano) nel 1994, a 80 anni di età, 56 di Professione e 50 di Sacerdozio.
Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale, Gennaio - Aprile 1994:
Sac. Giannunzio Goldoni
da Quistello (Mantova), passato al Signore a Seregno (Milano) il 16 marzo 1994, a 80 anni età, 56 di professione religiosa e 50 di sacerdozio.
Il Signore gli aveva concesso, soltanto qualche mese prima, di celebrare - pur in precarie condizioni di salute, dal suo seggiolone di pena e di preghiera - il 50° dell'ordinazione sacerdotale, che ricorreva il 3 ottobre (1943-1993); aveva pianto di commozione e di gratitudine al Signore, a Don Orione e alla Congregazione, per la quale quotidianamente offriva il suo sacrificio fisico, materiato sempre di suppliche al Signore e di ripetute donazioni di tutto se stesso.
Da quando, con suo fratello Alberto, era entrato in Congregazione, accolto da Don Sterpi a Tortona il 5 gennaio 1934, nessuna incertezza mai turbò la limpidezza della sua offerta al Signore e alla vita religiosa. Era, come si diceva, un "carissimo", essendo nato il 17 marzo 1913, e fece i suoi primi studi a San Bernardino, con fatica manuale e grande impegno, data l'età e il lungo periodo di fatica nei campi della sua terra natale. Sempre così, Don Giannunzio, sempre a cuore aperto e volitivo nell'impegno della riuscita, dopo la vestizione fatta nella festa della Madonna della Guardia 1934, nel suo Santuario, per le mani del Fondatore. Nel 1936 era già al noviziato, sotto la guida di Don Cremaschi: confidava di averlo fatto a Villa Moffa con singolare ardore di spirito, coronandolo con la prima professione il 1° settembre 1937, conclusa poi dai voti perpetui il 29 maggio 1942. Nel frattempo compì liceo e tirocinio all'Istituto San Filippo in Roma, studiando e insegnando. La teologia la compì a Genova-Camaldoli, per ragioni di guerra, nella diaspora del teologico a Rosano di Casalnoceto. Subito dopo l'ordinazione sacerdotale e l'anno di pastorale al Castel Burio (1944), iniziò la sua disponibilità in molteplici mansioni, cui attese sempre con la sua caratteristica e generosa bonarietà, ben alimentata da sacrificio amoroso alla volontà dei Superiori, verso i quali nutrì singolare affetto nella ricerca di far sempre meglio e di attuare i desideri a bene della comunità. Insegnò ed assistette i giovani a Roma (1945-49), al Piccolo Cottolengo di Napoli (1949-51), a Palermo a Santa Rosalia (1951-54), fu cappellano alle Ferriere di Borgo Montello (Latina) e a Foggia, parrocchia della Croce (1955-57), si donò con amore fraterno ai mutilatini di Roma e di Milano (1957-61), tornò di nuovo confessore e direttore di anime a Grotte di Castro e a Foggia (1961-76), a Savignano (1976-84) e Terracina per passare nuovamente nel 1985 al Centro Don Orione in via Camilluccia in Roma, dove spese le sue giornate a guida spirituale dei giovani e poliomielitici e dei fedeli assidui alla Madonnina e alla parrocchia Mater Dei: lasciando ovunque, con la sua calda parola e con la assidua, incessante supplica del rosario mariano, il salutare ricordo di uomo di preghiera e zelante sacerdote del Signore. Una sua frase, scritta ai Superiori dal Santuario dell'Incoronata in Foggia, ne fissa lo spirito e l'interiore anelito: «Ho fatto i miei propositi e, con grazia di Dio, intendo accelerare il passo sul solco del nostro amato Padre Don Orione, che ho avuto la straordinaria grazia di conoscere, ascoltare e amare».
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