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Ricordiamo Sac. FERRARI Giuseppe

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 14 Marzo 2000
Luogo del decesso: Bergamo
Luogo di sepoltura: Volpedo (AL)

Sac. FERRARI Giuseppe, da Brignano Frascata (Alessandria), morto a Bergamo nel 2000, a 76 anni di età, 55 di Professione e 43 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", n. 201, Gennaio - Aprile 2000:

Sac. Giuseppe FERRARI
Tornato al Signore il 14 marzo 2000, in Bergamo, a 76 anni d’età, 55 di professione religiosa e 43 di sacerdozio. Riposa a Volpedo (AL)

Da circa due anni era residente e degente nel Centro Don Orione di Bergamo, dopo lungo tempo di salute assai incerta, nel quale aveva quasi completamente perso i rapporti con il mondo esterno, chiuso in segreta sofferenza e in adorante rassegnazione ai Divini voleri.

Nato il 25 febbraio 1924 a Brignano Frascata (Alessandria), rimase orfano di madre a soli tre anni, accudito dalla seconda consorte del padre Secondo. Compì le scuole elementari a Viguzzolo ed entrò in Congregazione il 16 ottobre 1940, accolto dal venerato Don Sterpi.

Frequentò i corsi ginnasiali a Montebello, Buccinigo, Sassello e compì il suo noviziato a Villa Moffa (1943-44). Dopo la professione (15 agosto 1944) fu destinato assistente a Fubine (1945-48), quindi a Villa Moffa per il liceo (1948-50) e ancora assistente al San Giorgio di Novi Ligure (1951).

Dal 1952 al 1956 compie la teologia a Tortona ed è ordinato sacerdote il 29 giugno 1956. E’ nuovamente assistente dei convittori a Novi Ligure (San Giorgio) dal ’56 al ’59 e nuovamente a Fubine (1959-62). Nel 1962 è nominato Curato a San Michele in Tortona, in aiuto a Don Tosetti. Dopo questo servizio interinale breve, nel 1963, torna assistente e consigliere ad Alessandria, fino al 1974. Passa quindi alla Colonia S. Innocenzo (Calvina) di Tortona, ove è consigliere e aiuto economo. Questo stesso incarico manterrà anche al Collegio “Dante” in Tortona, fino al 1997, quando la salute, sempre più precaria, induce i Superiori a destinarlo a Milano (1997-98), e poi a Bergamo, ultima tappa della sua vita sofferente.

Il nostro Confratello appare - in tutte le relazioni e nella sua non rara e rispettosa corrispondenza con i Superiori – carattere mite, preoccupato sempre di rimanere in sottordine, ma concorde e amato da tutti, che ne apprezzarono la costante umiltà e lo circondarono di simpatia e benevolenza.

E’ caro affermare che la volontà discreta e perseverante di Don Giuseppe è stata di rivivere nelle sue vicende personali, l’esperienza del Padre Don Orione, con la pratica delle virtù cristiane e religiose meno impressionanti all’esterno, ma più preziose agli occhi di Dio, con sempre pratico amore alla sua Famiglia religiosa.

Ora riposa nella tomba di famiglia a Volpedo, vicino Tortona. 

 

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