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Ricordiamo Fr. ALBERGUCCI Roberto

Qualifica religiosa: Religioso Fratello
Data del decesso: 7 Marzo 1993
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura:

Fr. ALBERGUCCI Roberto, da Lama Mocogno (Modena), morto a Genova nel 1993, a 92 anni di età e 50 di Professione.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generalizia", Gennaio - Aprile 1993:

Fratel  Roberto ALBERGUCCI
da Lama Mocogno (Modena), passato al Signore a Genova-Castagna (Genova) il 7 marzo 1993, a 92 anni di età e 50 di professione religiosa.

Nato nel 1900, era venuto da Don Orione per farsi religioso nel ramo dei Fratelli Coadiutori, il 22 ottobre 1928. Fece il suo noviziato a Villa Moffa nell'anno 1941-42, emettendo la prima professione il 15 agosto 1942.

Negli anni successivi, Don Orione scelse alcuni Fratelli di età adulta per istituire un nuovo centro eremitico sul Monte Soratte (Roma) e Albergucci fu tra i primi a rispondere all'invito del Fondatore, che gli impose il nome di Fra Francesco, insieme ad altri, tra cui Frate Igino (Carnevale), Fra Silvestre, Fra Pio (Gatti Carlo).

Emise i Voti Perpetui il 15 agosto 1947 e rimase al Soratte fino al 1954, dedicandosi alla preghiera e al lavoro manuale, e godendo la simpatia dei buoni abitanti di S. Oreste, piccolo paese appollaiato su una delle cime più basse del monte, che comprendeva anche le cime di S. Antonio, Santa Lucia, Madonna delle Grazie, — dove era il Convento dei Frati — e la cima più alta di San Silvestre, che tradizione vuole luogo di rifugio di quel Papa fuggito da Roma, facendo poi vita eremitica durante la persecuzione dove — lo ricorda anche Dante nella Divina Commedia — l'Imperatore Costantino andò a cercarlo per farsi battezzare. I nostri Eremiti rimasero al Soratte fino al 1954 quando, sia Fra Francesco come Fra Pio decisero di rientrare tra i Fratelli Coadiutori, dopo una esperienza di undici anni, anche S. Alberto e Noto (Sicilia), riprendendo ognuno il proprio nome di battesimo. Così Fra Pio tornò ad essere Fratel Gatti Carlo e Fra Francesco, Albergucci Roberto, che, il 17 maggio 1961, venne destinato alla Casa di Genova-Castagna a prendersi cura degli ospiti, fintante che l'età e la salute glielo consentirono. Ultimamente, anche a causa di una menomazione ad una gamba, pur continuando a condurre vita religiosa con i confratelli sacerdoti, si ridusse a collaborare solo con la sofferenza e la preghiera. L'avreste visto sempre in fondo alla cappella col rosario in mano e qualche libro di devozione.