Il Triduo Pasquale è il cuore pulsante dell’anno liturgico. In esse la Chiesa rivive la Passione, la Morte e la Risurrezione del Signore. Una preghiera propria di questi giorni esprime questo desiderio con semplicità: “Fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della passione del nostro Salvatore”.
A illuminare questo cammino ci viene incontro San Luigi Orione. Lui non ha scritto trattati di teologia, ma ha vissuto la Passione: “La Croce di Gesù è il nostro tesoro, è il vero centro d’unione, la nostra speranza, la nostra ancora, il nostro vero libro, il nostro vessillo.” (Scritti 8,199).
Le parole del nostro Santo Fondatore gettano luce sui tre giorni del Triduo: il servizio umile del Giovedì, l’abbraccio dei crocifissi del Venerdì, la speranza ostinata del Sabato. Come ha detto su di lui San Giovanni Paolo II, “La passione per Cristo fu l'anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza”.
Venerdì Santo — La lezione della Croce come rivelazione dell’amore
Il Venerdì Santo è il giorno in cui la Croce rivela il vero volto di Dio e al tempo stesso rispecchia la nostra umanità ferita. Papa Francesco pregava così: “Gesù crocifisso, rafforza in noi la fede che, non crolli di fronte alle tentazioni; ravviva in noi la speranza, che non si smarrisca seguendo le seduzioni del mondo; custodisci in noi la carità che non si lasci ingannare dalla corruzione e dalla mondanità. Insegnaci che la Croce è via alla Risurrezione. Insegnaci che il Venerdì Santo è strada verso la Pasqua della luce.” E soprattutto: “insegnaci a non stancarci mai di chiedere perdono e di credere nella misericordia senza limiti del Padre.” (03/04/2015)
Per Don Orione il Venerdì Santo era un giorno da rivivere nella carne dei poveri. Ha espresso una teologia della Croce di straordinaria profondità in queste parole: “Cristo, la Chiesa, le anime si amano e si servono in croce e crocifissi o non si amano e non si servono affatto”. Il programma di vita che Don Orione si diede un anno prima di morire riassume il Venerdì Santo in sei parole memorabili: “Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare”. (Scritti 57,104). E ci ha dato un segreto per vivere a partire dagli insegnamenti della Passione: “Abbiate un sorriso, una parola soave, amabile per tutti, senza differenze, o figli miei, fatevi tutti a tutti per portare tutte le anime a Gesù. Siate pronti per un’anima a dare la vita e a dare mille vite per un’anima.” (Scritti 69,2)
Il Venerdì Santo insegna che solo l’amore crocifisso salva: un amore che sa soffrire, tacere, pregare, perdonare e donarsi fino in fondo, riconoscendo nella Croce la via della Risurrezione e nei poveri la carne viva di Cristo.

