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1 Aprile 2026

Memoria, Carità e Identità nell'Incontro Internazionale dei Fratelli orionini

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Si è conclusa il 31 marzo l’ultima giornata della prima tappa dell’Incontro internazionale dei Fratelli orionini, che ha partire dal 24 marzo, hanno intrapreso un pellegrinaggio interiore e carismatico volto a riscoprire le radici dell'Opera attraverso i luoghi e la storia di Don Orione.

Negli ultimi quattro giorni i Religiosi Fratelli hanno vissuto un intenso percorso di approfondimento sulla figura di Don Orione, iniziando il loro itinerario proprio da Tortona. La giornata del 27 marzo, infatti, è stata dedicata alla memoria della formazione del Fondatore, visitando il Duomo, dove visse la semplicità radicale del suo primo apostolato, e il Seminario diocesano. Il cammino è proseguito a Casalnoceto, presso il Santuario della Madonna della Fogliata, luogo legato a una potente promessa d'infanzia di Luigi Orione, che si impegnò a ricostruire la chiesa se fosse diventato sacerdote.

La tappa di Genova del 28 marzo, intitolata "Braccia e cuore", ha celebrato la carità vissuta. I fratelli hanno visitato il Paverano, cuore pulsante dell'istituzione orionina nato da un atto di fede del Fondatore, e hanno incontrato gli ammalati e il personale che testimoniano oggi quella stessa dedizione. Il pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Guardia ha sottolineato lo stile di Don Orione: affidarsi totalmente a Maria per agire con coraggio verso i più umili.

Il 29 marzo, Domenica delle Palme, l'attenzione si è focalizzata sull'identità del Fratello orionino. Attraverso la metafora della "pianta unica, rami diversi", è stata ribadita la complementarità tra sacerdoti e laici nella missione di carità, fondata sull'umiltà e sul lavoro. La giornata ha toccato anche i santuari di Fumo e Casei Gerola, evidenziando come la devozione mariana sia il "distintivo" della Congregazione.

L'itinerario è proseguito il 30 marzo a Sanremo, città profondamente legata sia agli inizi che alla fine della vita di Don Orione. I fratelli hanno visitato Villa Santa Clotilde, dove il Fondatore morì il 12 marzo 1940, e l'antico Convitto San Romolo, sua prima opera nella città. La visita al Piccolo Cottolengo Sanremese ha mostrato come l'Opera continui a essere un segno vivo della tenerezza di Dio per i più fragili anche dopo la scomparsa del suo iniziatore.

Da oggi, a Roma, prende avvio la seconda tappa di questo incontro. Fino al 5 aprile i Fratelli vivranno un tempo di grazia nel cuore della Chiesa, partecipando insieme ai riti solenni della Settimana Santa e della Pasqua accanto al Santo Padre Leone XIV. Un'esperienza di comunione che supera ogni confine culturale e geografico, facendo sentire ciascuno parte viva e corresponsabile della Chiesa intera.

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