Data del decesso: 5 Marzo 1980
Luogo del decesso: Milano
Luogo di sepoltura: Casale di Scodosia (Padova)
Sac. PEDRON Adolfo, da Casale di Scodosia (Padova), morto a Milano nel 1980, a 50 anni di età, 32 di Professione e 22 di Sacerdozio.
Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", Aprile - Luglio 1980:
Sac. Adolfo PEDRON
da Casale di Scodosia (Padova), morto a Milano il 5 marzo 1980, a 50 anni di età, 33 di professione e 23 di sacerdozio.
Quantunque da lungo tempo minato da male incurabile, il caro confratello può dirsi scomparso quasi improvvisamente lo scorso 5 marzo a Niguarda di Milano.
La sua forza morale, l'aspetto sempre sereno, sorridente, pur nella coscienza del suo stato, l'impegno nel delicato suo dovere fino all'ultimo istante, avevano forse contribuito ad alimentare in noi tutti la segreta speranza che il Signore ce lo avrebbe lasciato ancora qualche anno almeno.
I funerali a Tortona, nel Santuario della Guardia, e al paese natio di Casale di Scodosia (Padova) con affluenza eccezionale di confratelli, sacerdoti diocesani, amici, hanno veramente testimoniato quanto il compianto Don Pedron fosse stimato, amato e sinceramente rimpianto.
Entrato ragazzo in Congregazione, l'11 ottobre 1941, festa allora della Mater Dei, aveva compiuto i primi studi medi nel nostro Seminario di Campocroce di Mirano. Dopo il Ginnasio a Buccinigo d'Erba (Como) aveva fatto il noviziato a Villa Moffa di Bra nell'anno 1946-47 sotto la guida del compianto Don Cavaliere, restando poi nella medesima casa altri tre anni per il corso liceale. Aveva primeggiato fra i compagni per doti di ingegno, riuscita negli studi, soda virtù religiosa.
Emise la professione perpetua il 29 settembre 1953 e, ultimati i suoi studi di Teologia a Tortona, veniva ordinato Sacerdote il 29 giugno 1957
Le sue doti di educatore e insegnante e il suo costante esempio di vita religiosa convinta, determinarono subito i Superiori a destinarlo al delicato campo della formazione dei giovani aspiranti. Fu inviato come Vicario all'Istituto di Campocroce; dopo un periodo di assistenza generosa ai nostri piccoli mutilati di Milano, fu ancora insegnante apprezzato e zelante parecchi anni nel Ginnasio di Buccinigo d'Erba.
Direttore e Parroco ad Alessandria eresse qui la nuova Chiesa parrocchiale in Viale Don Orione; fu in seguito Direttore dell'Istituto Artigianelli di Venezia al quale diede notevole impulso. In questo periodo parallelamente ricoperse l'ufficio di Consigliere provinciale nella Provincia milanese di San Marziano.
Finalmente nel 1978 fu chiamato dalla fiducia dei superiori al delicato ufficio di direttore in Tortona, presso il centro Mater Dei, del biennio Teologico propedeutico, affiliato alla Pontificia Università Lateranense di Roma.
Il ricordo che qui lasciò fra i «suoi » chierici può dirsi indelebile.
Ma soprattutto egli ci ha edificati con l'accettazione del suo duro calvario in fatto di salute. Dopo una dolorosa operazione chirurgica allo Ospedale di Niguarda, ripresosi, si era recato in pellegrinaggio a Lourdes, due giorni, alla fine del luglio 1979, pieno di fiducia, ma ancor più rassegnato ai Divini Voleri.
Ne era seguito un sia pur effimero miglioramento che gli aveva permesso di realizzare un segreto e ben legittimo desiderio: concelebrare almeno una volta con il Santo Padre. Ciò avvenne appunto lo scorso 26 gennaio nella cappellina privata di Giovanni Paolo II. Dopo la S. Messa seguì un breve ma commovente colloquio nel quale Don Adolfo mise al corrente il Papa della sua salute tanto compromessa. Il S. Padre restò tanto colpito ed edificato: le foto scattate mettono quasi in risalto il contrasto fra il viso afflitto e rattristato del S. Padre e il sorriso di D. Pedron pronto ad andare serenamente incontro a Dio non appena avesse voluto chiamarlo.
E la chiamata non si fece attendere. Benedetto dalla Vergine Immacolata e dal Vicario di Cristo, D. Adolfo ci lasciava lo scorso 5 marzo. Ma il suo spirito e il suo esempio restano incancellabili presso i suoi teologi e noi tutti.
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