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15 Gennaio 2026

L'unità dei cristiani come strumento di pace

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In occasione della prossima Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (18-25 gennaio 2026), la Presidenza del CCEE invita tutte le Chiese d’Europa a intensificare la preghiera per la pace. L’appello nasce dopo la firma della versione aggiornata della Charta Oecumenica, avvenuta a Roma il 5 novembre 2025.

 S.E. Mons. Gintaras Grušas, Presidente del CCEE, sollecita i Presidenti delle Conferenze episcopali europee a dedicare una particolare intenzione alla pace, ricordando che l’unità tra i battezzati è un segno potente e necessario per la riconciliazione del mondo.

Nella sua lettera, l’Arcivescovo Grušas richiama le parole del decreto Unitatis Redintegratio, secondo cui la preghiera è “l’anima di tutto il movimento ecumenico”, e sottolinea come l’Ottavario annuale rappresenti un momento privilegiato per esprimere questa comunione spirituale.

Nel 25º anniversario della prima Charta Oecumenica, firmata a Strasburgo il 22 aprile 2001, e in un contesto mondiale segnato da conflitti armati e crescenti tensioni geopolitiche, le Chiese sono invitate a rinnovare un appello comune alla pace. La Settimana di Preghiera diventa così un’occasione per chiedere non solo l’unità tra i cristiani, ma anche la riconciliazione tra tutte le parti coinvolte nei conflitti, affinché la pace possa essere nuovamente costruita.

Il Presidente del CCEE affida questo cammino di preghiera e l’accoglienza della nuova Charta Oecumenica all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre d’Europa, e dei Santi Patroni del continente.

La versione aggiornata della Charta rappresenta una tappa importante nel percorso ecumenico europeo. A venticinque anni dalla sua prima pubblicazione, il documento continua a essere un punto di riferimento essenziale per promuovere cooperazione, dialogo e testimonianza comune tra le Chiese cristiane. La revisione è stata curata da un gruppo di lavoro nominato dal Comitato congiunto del CCEE e della Conferenza delle Chiese Europee (CEC).

Oggi le Chiese sono chiamate a una ricezione più profonda e feconda della Charta rinnovata, che si traduca in un impegno concreto nel dialogo ecumenico, nella preghiera condivisa, nella testimonianza comune e nella formazione nei rispettivi contesti ecclesiali.