Porte aperte nella Casa di Don Orione a Tortona, un libro per ricordare la sua amicizia con Perosi, la Messa a San Michele – Paterno del Direttore generale, e, il 15 marzo alle ore 17, del vescovo Guido Marini al Santuario della Madonna della Guardia: sono questi i principali eventi della festa per Don Orione.
“Da qui al Cielo”, cioè dal Paterno di Via Emilia 63, Don Orione partì per arrivare “al Cielo” il 12 marzo 1940. La Chiesa chiama questo giorno “Dies natalis” e lo festeggia come il compleanno dell’inizio della vita risorta.
La Casa di Don Orione, al n. 63 di Via Emilia, il 12 marzo avrà le “Porte Aperte” durante tutta la giornata con guide che accompagnano. “L’Armonium che conserviamo nella Casa di Tortona – troviamo scritto in una lettera di Don Orione -, è l’Armonium stesso su cui suonava don Lorenzo”. Ed ora quell’armonium è nell’antico studio del Paterno e, accanto, solo per il 12 marzo, sarà in mostra anche lo spartito autografo della “Resurrezione di Cristo”, opera di Lorenzo Perosi del 1898.
Nel pomeriggio del 12 marzo, alle ore 17, nella chiesa di San Michele, sarà presentato il libro di Don Flavio Peloso: “Il maestro Perosi e Don Orione. Amicizia d’arte e di fede” (Ed. Rubbettino, p.312). Il libro è una novità assoluta perché basato su corrispondenza, foto e musiche provenienti dagli originali conservati nell’Archivio Don Orione di Roma. Intervengono all’incontro il prof. Simone Baiocchi, esperto di Perosi, don Paolo Padrini, direttore artistico del Lorenzo Perosi Festival, e padre Tarcisio Vieira, Direttore generale degli Orionini. La Corale San Luigi Orione eseguirà alcuni brevi brani musicali inediti composti da Lorenzo Perosi appositamente per Don Orione.
La giornata di festa per Don Orione avrà il suo compimento con la Messa presieduta dal superiore generale padre Tarcisio Vieira alle 18.30 e si concluderà con l’immancabile segno di amicizia del “Caffè di Don Orione”.
Nella domenica successiva, 15 marzo, alle ore 17, appuntamento al Santuario della Madonna della Guardia, con la Messa del vescovo, mons. Guido Marini.


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