Sito ufficiale della Piccola Opera della Divina Provvidenza

News

19 Marzo 2026

Italia – Celebrata a Roma la Professione perpetua di sette chierici

image

Domenica 15 marzo 2026 resterà una data di grazia per la famiglia religiosa orionina. Nella Chiesa di Ognissanti è stata celebrata la Professione Perpetua di sette giovani chierici provenienti da diverse nazioni: Corneliu e Robert dalla Romania, Aidan dal Venezuela, Abhay dall’India, Simon dal Kenya, Hervé dal Burkina Faso, Joseph dal Madagascar. Ognuno di loro ha pronunciato il proprio “sì per sempre” al Signore nella Piccola Opera della Divina Provvidenza. La loro presenza ha mostrato la bellezza universale del carisma orionino e la sua forza missionaria, che continua a generare vita nella Chiesa. La celebrazione è stata presieduta dal nostro Direttore Generale, Padre Tarcisio Vieira. La celebrazione si è svolta nella cornice della domenica “Laetare”, che invita alla gioia e la liturgia ha fatto respirare un anticipo di luce pasquale, diventata concreta nel vedere questi giovani religiosi consegnare definitivamente la loro vita a Cristo, alla Chiesa e ai poveri, secondo l’insegnamento ardente di Don Orione.

Nell’omelia, Padre Tarcisio ha ricordato che la vera gioia nasce quando una vita si affida totalmente a Dio. Ha sottolineato anche il valore del Salmo 23 “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla” proclamato tredici volte. Questo salmo è diventato un sigillo spirituale per i professanti, chiamati a vivere ogni giorno nella fiducia del Pastore buono che guida e accompagna. Il Direttore Generale ha ringraziato i formatori che hanno accompagnato i giovani negli ultimi anni: Don Domenico Napoli, Don Antonio Chiarillii e Don Semplice Teta. Ha ricordato, infine, che nulla nella storia di una vocazione, è casuale. Dio opera attraverso incontri, comunità, prove e momenti di luce. Così avvenne per Davide, scelto non per l’apparenza ma per il cuore. Così continua ad avvenire oggi, quando il Signore chiama giovani fragili ma desiderosi di fare il bene.

Il Vangelo del cieco nato ha offerto un’immagine forte della vocazione. L’uomo guarito non ha nome, come a dire che ciascuno di noi è quel cieco prima di incontrare Cristo. Solo l’incontro personale con Lui apre gli occhi alla luce vera e permette di dire “Credo, Signore”. I professi hanno espresso questo “credo” nel gesto della prostrazione. Distesi a terra, mentre la Chiesa invocava i santi, hanno consegnato totalmente la loro vita alla Divina Provvidenza, senza altra sicurezza che il suo amore. Don Orione definiva la sua vita un “olocausto d’amore” per la salvezza delle anime, e questo spirito era vivo nella celebrazione. La presenza affettuosa dei confratelli, dei genitori e degli amici ha reso ancora più evidente il senso di famiglia che caratterizza la nostra Congregazione. Ogni vocazione nasce e cresce grazie a una rete di amore e preghiera.

La giornata si è conclusa in un clima di festa semplice e fraterna. Ma soprattutto con la consapevolezza che la Professione Perpetua non è un punto di arrivo. È un nuovo inizio. È un mandato missionario che invia questi sette religiosi nel mondo come segni viventi della Divina Provvidenza.

Ave Maria e avanti!

Galleria fotografica

© Le immagini potrebbero essere soggette a copyright