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17 Gennaio 2026

Cile - Il Centro Esperanza di Rancagua celebra 25 anni di impegno nella tutela dei minori

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Il Centro Esperanza de Rancagua ha recentemente celebrato i suoi 25 anni di servizio a bambini e adolescenti in situazione situazioni di grave vulnerabilità, che necessitano di un accompagnamento terapeutico specializzato.

La cerimonia, toccante e partecipata, si è svolta alla presenza del Vescovo di Rancagua, Mons. Guillermo Vera, del Superiore Delegato dell’Opera Don Orione in Cile, Padre Teófilo Pérez Calvo, e di numerose autorità civili ed ecclesiali. È stato un momento per rendere grazie a Dio per una storia impegnativa e feconda, segnata da dedizione, professionalità e un costante impegno nella protezione dei minori. Il lavoro del Centro rappresenta infatti una sfida sociale, legale e terapeutica permanente, oltre che una testimonianza concreta dell’impegno della Chiesa nella prevenzione e nella tutela dei più vulnerabili.

Durante l’evento è stato ricordato con affetto Padre Antonio Casarín, fondatore del Centro Esperanza, e si è proceduto all’installazione di una targa commemorativa per celebrare i 25 anni di attività, benedetta dal Vescovo di Rancagua.

«Il Centro Esperanza è nato nel 2000 grazie all’intuizione e alla dedizione di Padre Antonio Casarín Manzán, che ricordiamo con gratitudine – ha affermato Jessica Rubilar attuale direttrice del Centro Esperanza -. Fu il primo programma in Cile dedicato specificamente ai casi di abuso grave, inizialmente sostenuto dalla Fundación Betzaida e in collaborazione tecnica con il Servizio Nazionale per l’Infanzia fino al 2013. Dal 2014, la Congregazione ha assunto la piena responsabilità tecnica, gestionale e operativa del progetto, confermando il proprio impegno verso i bambini più vulnerabili».

«In questi 25 anni – ha ricordato la sig.ra Rubilar -, il Centro ha accolto oltre mille bambini e famiglie, offrendo sostegno terapeutico, orientamento e un cammino condiviso fatto di sfide, apprendimento e crescita. L’attenzione è sempre stata rivolta alle storie personali, ai contesti familiari e sociali, alle prospettive di vita e, soprattutto, al dolore profondo che segna il cuore di chi arriva in cerca di aiuto. A ciascuno è stato offerto un accompagnamento rispettoso, umano e competente».

La direttrice ha espresso il suo profondo orgoglio nel far parte di questa missione: contribuire al recupero emotivo dei bambini e delle loro famiglie, assistere ai cambiamenti che il percorso terapeutico genera, vedere i volti trasformarsi dal momento dell’arrivo a quello della partenza, ricevere abbracci e parole di gratitudine che danno forza per continuare.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla Congregazione, per la fiducia e per aver affidato al Centro uno spazio dove accogliere, alleviare paure e sofferenze, e trasformare il dolore in un cammino di speranza e amore.

«Come Chiesa e come Centro Esperanza – ha concluso la direttrice -, le porte resteranno sempre aperte a chiunque abbia bisogno di sostegno. Nello spirito di San Luigi Orione: “Qui non ti verrà chiesto il nome, ma solo se hai un dolore… un dolore che abbiamo accolto e continueremo ad accogliere con amore e rispetto”».

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