Sito ufficiale della Piccola Opera della Divina Provvidenza

Ricordiamo Sac. TOMBARI Sergio

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 3 Febbraio 2006
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura: Fano (PU)

Sac. TOMBARI Sergio, da Barchi (PS - Italia), morto a Genova - Castagna (Italia) nel 2006, a 82 anni di età, 64 di Professione e 53 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", n. 219, Gennaio Aprile 2006

SAC. SERGIO TOMBARI
Tornato a Dio il 3 febbraio 2006 nel Piccolo Cottolengo di Genova Castagna, a 82 anni d’età, 64 di Professione religiosa e 53 di sacerdozio.

Nato il 21 aprile 1923 a Villa del Monte, frazione di Barchi (PU), dove venne battezzato il 31 maggio dello stesso anno. Cresimato a Torre S. Marco il 5 ottobre 1930; è primo di tre fratelli. All’età di dodici anni, lasciati famiglia e paese, viene accolto a Tortona il 17 settembre del 1935. Qui ha potuto conoscere Don Orione e frequentare i primi due anni degli studi ginnasiali che completerà a Montebello dove si trovava alla morte di Don Orione e dove ha pregato sulla salma del Padre prima che venisse traslata a Tortona per i funerali e la sepoltura nel Santuario. Questa circostanza la richiamava spesso e volentieri nelle conversazioni di comunità a Castagna. Terminato il ginnasio, nell’agosto del 1940 entra in noviziato a Villa Moffa sotto la guida di Don Cremaschi, professando la prima volta nella festa dell’Assunta del 1941. Frequenta la prima classe del liceo a Tortona per completarlo poi a Villa Moffa nel 1943. Inizia il periodo del tirocinio all’istituto di Magreta negli anni più difficili della guerra; colpito dalla TBC viene ospitato e curato nella casa di Genova-Quezzi. Superato la fase acuta del male, dopo aver emesso la professione perpetua l’11 ottobre 1948 a Ge-Camaldoli, inizia lo studio della teologia a Tortona. Nel 1949 riceve la tonsura, nel 1950 gli ordini minori, nel 1951 il suddiaconato e il diaconato, il 29 giugno 1952 nella festa di S. Pietro dal Vescovo di Tortona è ordinato sacerdote. Dopo l’ordinazione sacerdotale l’obbedienza lo impegna come assistente ed insegnate a Fano S. Biagio tra i probandi (1952-1954), a Magreta (MO) tra gli orfani (1954-1956), a Sanremo all’istituto S. Romolo (1956-1957) e poi a Villa S. Clotilde (1957-1958) come cappellano. Il male che lo aveva colpito da chierico si riacutizza per cui trascorre un anno (1958-1959) ad Arco di Trento. Rientrando in comunità viene impegnato a Fano S. Biagio come padre spirituale dei probandini negli anni 1959-1965 e di seguito a Sassello (1965-1968). Passa come assistente degli orfani nell’opera di Cagli (PU) e poi per un lungo periodo (1969-1990) assistente, vicario e cappellano tra gli ammalati del Cottolengo di Genova Camaldoli. Gli anni 90-95 li passa con il compito di cappellano al pensionato per signore anziane di Villa S. Clotilde e poi ancora ai Camaldoli (1995-1997). Richiesto come confessore ritorna a Fano S. Biagio, ma la salute piano piano va degradando per cui i superiori lo destinano a Genova Castagna dove può essere assistito in modo più adeguato. Vive la vita comunitaria con fedeltà finché le forze lo reggono, poi questi ultimi anni è costretto a starsene in infermeria con periodi alternati di allettamento e a volte di ospedale finché la mattina del 3 febbraio alle ore 5.20 ha detto il suo “si,vengo”, al Signore. Era una persona semplice, pronta all’obbedienza senza nessuna difficoltà ovunque i superiori lo destinassero. In questi ultimi tempi di malattia, consapevole della gravità della sua situazione, mai ha mostrato impazienza o agitazione, ma ha vissuto con serenità esemplare il suo mistero di passione offrendo l’ultima sua messa sacrificale in cui lui stesso si rendeva sacerdote e vittima. I funerali vennero celebrati a Genova Castagna la mattina di sabato 4 febbraio con la partecipazione di molti confratelli; la salma poi trasferita a Fano verrà tumulata nella tomba di famiglia,, in attesa della “Luce che non conosce tramonto”.

Galleria fotografica

© Le immagini potrebbero essere soggette a copyright