Dal 2 al 4 marzo si è svolta, per la prima volta nella storia della missione orionina in Mozambico, la prima Assemblea della Regione Missionaria "Nostra Signora della Natività", un appuntamento atteso e significativo che ha riunito i 13 religiosi con voti perpetui presenti nel Paese. Tre giorni intensi, dedicati al discernimento, alla fraternità e alla crescita del carisma di Don Orione in terra mozambicana.
Il cuore dei lavori si è concentrato sul tema: “Identità orionina nel contesto mozambicano: quali religiosi per il Mozambico di oggi?”. Guidati dal responsabile regionale, Padre Denis, i partecipanti hanno vissuto momenti di profonda spiritualità orionita e sinodalità, alternando formazione, confronto e preghiera.
L’assemblea si è aperta il 2 marzo con la celebrazione eucaristica presieduta da Padre João Tomo de Oliveira, uno dei primi orionini mozambicani. Nell’omelia ha richiamato l’urgenza di “camminare insieme” nella costruzione e nell’attuazione concreta del carisma, mantenendo lo sguardo fisso su Cristo e su Don Orione.
La giornata è proseguita con un incontro di formazione permanente sulla cura di sé, seguito nel pomeriggio dalla presentazione, da parte di ogni direttore, della vita delle proprie comunità: sogni, difficoltà, progetti e prospettive.
Il 3 marzo è stato dedicato a una lezione sull’amministrazione, seguita da un ampio momento di condivisione fraterna e di riflessione sul futuro della Congregazione in Mozambico. Infine, sono stati presentati alcuni aspetti degli Atti dell'Assemblea Generale di Verifica, allineandoli alla realtà orionina locale. La giornata si è conclusa con la Messa presieduta da Padre Denis, superiore regionale.
Il 4 marzo, ultimo giorno, religiosi e aspiranti si sono ritrovati nel nuovo seminario di Tsalala per un momento di fraternità semplice e gioioso, segno di una missione che cresce e si rinnova.
Con entusiasmo e spirito di famiglia, la comunità orionina ha “montato la tenda” in Mozambico, pronta a proseguire il cammino con fiducia. “Il Mozambico cucina con la propria legna da ardere”. Ave Maria e avanti!


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