Data del decesso: 17 Febbraio 1963
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura: Bettole di Pozzolo Formigaro (AL)
Agg. MILANESE Lodovico, da Villalvernia (Alessandria), morto a Genova nel 1963, a 70 anni di età.
LODOVICO MILANESE è spirato serenamente in Genova al Pìccolo Coitolengo della Castagna Domenica 17 Febbraio 1963, all'età di anni 70, di cui più di 50 tutti spesi per il bene della Piccola Opera. Parlare di lui è tornare col pensiero ai primi tempi della Congregazione, al glorioso Collegio S. Chiara e Convitto Paterno, a quella prima fucina di una numerosa schiera dì giovani che alla scuola del Direttore, come essi solevano chiamarlo, si andavano formando, con lo studio e la pìetà, ad entrare, dopo la parentesi collegiale, nella vita civile per costruirsi, sulla base degli insegnamenti ricevuti, un onesto avvenire. In questo periodo Lodovico venne accolto da Don Orione. L'esuberanza del giovane, la sua schiettezza e generosità dì animo gli cattivarono subito le premurose attenzioni del Direttore che si serviva della sua persona nei viaggi di ministero col famoso calessino, gli affidava incarichi di fiducia, che divennero sempre più frequenti, tanto da costituire, per Lodovìco, la sua ragione di apostolato e di permanenza in seno alla iamìqììa orionina. La strada era scelta: rimarrà in congregazione come semplice borghese, ma sarà, come lo ha classificato il Rev. Don Sparpaglione, ciò che si poteva definire un fratello coadiutore ante litteram; e dove la Provvidenza lo destinerà sia a Tortona, a Venezia, a Roma, nella libreria o con altre mansioni, ovunque porterà sempre quella fiamma di freschezza giovanile che farà poi degnamente risuonare nei raduni annuali degli ex allievi, con i suoi discorsi improvvisati, ma ripieni di ardente amore verso l'Opera e i suoi ideali, con lo stesso slancio e la stessa passione che metteva in ogni sua azione, sia che sì trattasse di condurre a termine un incarico di una certa responsabilità, sia che si trattasse di cimentarsi con la filodrammatica, cosi fiorente allora, sul palcoscenico del Paterno, del Dante e dell'Istituto Artigianelli, in parti di primo piano, che sapeva interpretare con arte. Dopo l'influenza asiatica, nel 1957, fu mandato alla Castagna per ritrovare, nel clima mite della riviera, una ripresa fisica: ormai compromessa dagli acciacchi dell'età. Questi ultimi anni, sono stati, sotto un certo riguardo, i migliori. Ora riposa, insieme con i suoi vecchi, a Bettole di Pozzolo Formigaro, vicino alla Chiesa dove Don Orione in momenti difficili, pregò la S. Madonna e in riconoscenza della grazia ricevuta lasciò una lettera che ancora si conserva come prezioso documento.