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Ricordiamo Sac. GALLUZZI Angelo

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 17 Febbraio 1972
Luogo del decesso: Torino
Luogo di sepoltura: Fubine (AL), cappella Bricherasio

Sac. GALLUZZI Angelo, da Viguzzolo (Alessandria), morto a Torino nel 1972, a 69 anni di età, 50 di Professione e 45 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", Gennaio - Marzo 1972:

Sac. Angelo Galluzzi
da Viguzzolo (Alessandria), morto a Torino nel 1972 a 70 anni di età, 51 di professione e 46 di sacerdozio.

Entrò in Congregazione il 5 dicembre 1914, all'età di 12 anni. Dopo la prima professione, emessa nelle mani di Mons. Cribellati, fu assistente e insegnante a Cassano Jonio e a Reggio Calabria. Frequentò la S. Teologia nel Seminario di Tropea. Ordinato sacerdote da Mons. Cribellati, ricevette l'ufficio di Segretario del Vescovo unitamente a quello d'insegnante nel seminario di Tropea, ove rimase fino al 1933. Ebbe successivamente cariche varie: fu direttore dell'Orfanotrofio S. Antonio a Reggio Calabria (1933-1939); insegnante al Collegio San Giorgio di Novi (1939-1941); direttore all'Istituto Don Orione di Alessandria (1941-1947); direttore e preside del Collegio Dante di Tortona e del S. Giorgio di Novi; direttore dell'Istituto di Fubine. Dal 1949 al 1951 fu Superiore della Casa per Esercizi Spirituali di Miradolo. Nel 1951-1953 diresse il Piccolo Cottolengo di Milano, indi ritornò a Miradolo. Nel 1955 fu trasferito a Roma, presso la Curia Generalizia, ove gli fu affidata la direzione del Centro Italiano di Addestramento Cinematografico. Godette della fiducia della Sacra Congregazione dei Religiosi, la quale gli affidò mansioni importanti. Fu Visitatore Apostolico dei Vocazionisti (1957); Visitatore e Assistente religioso delle Figlie dell'Oratorio di Lodi (1958); Visitatore Apostolico delle Suore Vocazioniste (1959). Nel 1959 la Santa Sede lo annoverò tra i membri di una Commissione di Studio del Concilio Ecumenico Vaticano II Passati alcuni anni presso le nostre Case per anziani a Londra, ritornò a Torino ove fu primo consigliere della Casa dell'Operaio alle Vallette. Da qualche tempo la sua salute era andata via via peggiorando. Aggravatosi fino all'impotenza di ogni attività, fu ospitato a Miradolo e nella Casa di Riposo Don Orione a Sordevolo. Indi fu trasferito a Torino, presso l'ospedale per sacerdoti malati del Cottolengo, ove ebbe le cure più sollecite e caritatevoli da parte dei religiosi e religiose della Piccola Casa. Il 17 febbraio 1972, amorevolmente assistito dai nostri confratelli, passò al Signore, confortato da tutti i Sacramenti. I Figli della Divina Provvidenza, gli alunni, gli Amici che lo hanno conosciuto conservano un grato ricordo per il suo tratto sempre amabile e signorile; il gusto del bello che gli era congeniale; il suo attaccamento alla Congregazione, al Vescovo Mons. Cribellati, servito per lunghi anni e con devozione filiale; il suo particolare amore alla Calabria, dove fu per molti anni e tornò sempre con tanto piacere e conforto. 


Don Giuseppe Zambarbieri in "Atti e Comunicazioni della Curia Generale", Gennaio - Marzo 1972:

Don ANGELO GALLUZZ1 — Da anni, lo sapete, la sua salute era molto precaria e andò peggiorando sempre più, malgrado le cure fatte a Torino, a Sanremo, all'ospedale di Biella, dove era stato ricoverato nell'autunno scorso, mentre si trovava nella ca­sa di soggiorno di Sordevolo. Si ritenne poi opportuno, e fu provvi­denziale, trasportarlo a Torino, perchè fosse più vicino ai confra­telli come ai familiari, e dobbiamo essere molto grati alla Piccola Casa della Divina Provvidenza che — con generosa sollecitudine — ce lo accolse nell'ospedale per sacerdoti, dove già si trovava il nostro Don Merlo. Ebbe così le cure più premurose ed affettuose delle Suore e degli infermieri, mentre i nostri di Torino, come i con­fratelli delle altre case, poterono confortarlo con frequenti visite. Lo avevo visto l'ultima volta il 5 febbraio — in procinto di recarmi nel sud — e lo avevo trovato in condizioni ancora discrete, sulla carrozzella. Mi aveva ringraziato della visita, come già a Biella, guardando con gli occhi imploranti... E' il ricordo che conservo di lui e mi accompagna, facendomi comprendere sempre più quanto doveva soffrire, non solo per i vari mali da cui era afflitto, ma so­prattutto nel vedersi ridotto in uno stato di quasi impotenza, fati­cando ormai anche ad esprimersi. Andando in Calabria, lo sentivo particolarmente vicino, rievocando un viaggio fatto insieme nel 1968 — l'ultima sua visita a Reggio — quando mi aveva partecipa­to tante confidenze su Mons. Cribellati. Ogni paese che mi indicava dal treno suscitava antiche memorie. Come fu felice di rivedere ancora una volta Reggio, dove aveva passato anni tanto sereni, non più dimenticati. A Messina, il 15 febbraio, mi raggiunse la no­tizia che si era ulteriormente aggravato per una bronco-polmonite: ci unimmo così in una preghiera più intensa, e potei proprio nella chiesa della Consolata e poi a Reggio offrire le prime messe a suf­fragio della sua anima, confortato io stesso nell'aver saputo che si era spento serenamente, assistito con grande affetto dalle so­relle e dai nostri confratelli, specie da Don Merlo che aveva po­tuto predisporlo all'incontro col Signore, con i Sacramenti e con tan­ta preghiera. Il 19 febbraio ho presieduto la concelebrazione nella Casa del Giovane Operaio di Torino, dove la cara Salma era stata trasportata, ricordando ai familiari, ai molti ex-allievi ed amici che gremivano la Cappella le benemerenze di Don Galluzzi verso Mons. Cribellati — cui fu per tanti anni segretario premuroso e devoto — e poi il suo intelligente lavoro nelle varie case ed uffici cui era stato destinato, sottolineando particolarmente l'opera da lui svol­ta — per incarico della S. Congregazione dei Religiosi — come vi­sitatore apostolico. A Fubine, durante un'altra solenne concelebra­zione svoltasi nel primo pomeriggio nella chiesa parrocchiale, ha parlato il Vicario Generale Don Terzi, richiamando in special modo il suo caritatevole e validissimo interessamento per varie case negli anni difficili della guerra.

Ora la salma riposa nella cappella dei Bricherasio, e sarà custodita dagli orfanelli assistiti nella bella casa che egli ottenne loro dalla grande carità della compianta contessa Sofia.

 

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