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Ricordiamo Sac. SCHIAPPACASSA Alfredo

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 12 Febbraio 1974
Luogo del decesso: Venezia
Luogo di sepoltura:

Sac. SCHIAPPACASSA Alfredo, da Sorisole (Bergamo), morto a Venezia nel 1974, a 59 anni di età, 35 di Professione e 27 di Sacerdozio.


Da "Atti e Comunicazione della Curia Generalizia", Gennaio - Marzo 1974:

Don ALFREDO SCHIAPPACASSA
da Sorisole (Bergamo), morto agli Artigianelli di Venezia il 12 febbralo 1974 a 59 anni di età, 36 di professione e 28 di sacerdozio .

Accolto da Don Orione all'età di 15 anni, frequentò il ginnasio inferiore a S. Bernardino di Tortona (1930-1933), e gli ultimi due anni a Genova Castagna, ove compì pure gli studi liceali con le vocazioni adulte. Dal 1940 al 1944 fece il corso di Teologia a Tortona, alternando la scuola con il lavoro. Ordinato Sacerdote il 7 luglio 1946 a Tortona, prestò il suo servizio in qualità di assistente e confessore nei seguenti Istituti a Fubine (1947-1949), Alessandria San Rocco (1949-1950), Fubine (1950-1954), e poi successivamente a Milano S. Benedetto, a Cuneo, Alessandria, Facen di Pedavena, Torino San Fogliano, Vigevano e a Venezia-Artigianelli. Verso la fine del 1973 fu ricoverato all'ospedale di Venezia per disturbi di mal di cuore, ed ivi confortato dai Sacramenti chiesti e ricevuti con tanta pietà, morì il 12-2-1974. Trovò sul suo cammino difficoltà e prove che però non gli impedirono di tradursi in bene e in fedeltà alla Congregazione: ha saputo, nel sacrificio e nella rinuncia, migliorare se stesso, esprimendosi al meglio in quelle mansioni che gli erano congeniali, specie nel campo del ministero sacerdotale, che svolse sempre volentieri e con buoni risultati.


Don Giuseppe Zambarbieri in "Atti e Comunicazione della Curia Generalizia", Gennaio - Marzo 1974, p.13

 Suffragi...  PER DON ALFREDO SCHIAPPACASSA...

Don Alfredo Schiappacassa ha chiuso la sua giornata all'ospe­dale di Venezia, dov'era da mesi per un'infermità al cuore che lo aveva già portato in fin di vita ripetute volte. Si era predisposto, così, all'incontro con il Signore, nella preghiera ed in piena con­formità al volere divino. A me è rimasto il rammarico di non aver­lo potuto rivedere, lontano com'ero dal pensare che dovesse andar­sene così presto. Lo avevo incontrato sovente, in questi anni pas­sati, e sempre in un clima di fraterna cordialità. Gli avevo dimo­strato affetto e comprensione in momenti difficili e me ne era riconoscente, lieto di trovarsi da anni agli Artigianelli di Venezia, dove don Bettassa prima e poi don Longo gli avevano dato tanti segni di fiducia e di paziente benevolenza. Agli inizi della sua vita religiosa aveva meritato un gesto singolare da parte del venerato nostro fondatore: me lo confidava don Bruno Cicolini, giorni fa, ad Arnesano. Don Sterpi lo aveva destinato col eh. Schiappacassa a Genova-Castagna, suggerendo loro di passare da Don Orione che li avrebbe benedetti. Andarono, difatti, in una fredda giornata di no­vembre. Don Orione si accorse che il eh. Schiappacassa non era abbastanza coperto e gli chiese: Non hai il mantello? Alla sua ri­sposta negativa, Don Orione si tolse il suo mantello, lo posò sulle spalle del chierico e li benedisse dicendo loro: « Questa è l'ulti­ma benedizione che vi do ». Non lo rividero più, se non nella bara la metà di marzo del '40. Il compianto nostro don Alfredo deve esserseli sentiti sempre addosso quel mantello, soprattutto quel­la benedizione che lo accompagnò per tutta la vita, conservandolo fedele alla sua famiglia religiosa e propiziandogli — dopo anni non facili — un tramonto così sereno ed edificante.