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8 Settembre 2026

Ucraina - L'infanzia sotto le bombe e la sfida dell'istruzione a Kyiv

In un'intervista rilasciata qualche giorno fa a AgenSIR, don Moreno Cattelan parla della situazione ormai "surreale" e "drammatica" che si continua a vivere in Ucraina.

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Mentre il calendario segna l’inizio di un nuovo anno scolastico, l’Ucraina si ritrova a fare i conti con una realtà brutale. A Kyiv, il suono della prima campanella è stato soffocato dal fragore delle esplosioni e dal sibilo costante delle sirene. Secondo la testimonianza di don Moreno Cattelan, missionario orionino a Kyiv, la situazione è definita "surreale" e "drammatica".

Una generazione "nata con la guerra negli occhi" - Il dato più doloroso riguarda l'impatto psicologico sui più piccoli. Don Moreno descrive bambini che non hanno mai conosciuto la pace, nati e cresciuti sotto il suono delle sirene. Gli alunni che oggi iniziano la quinta elementare hanno trascorso quasi tutto il loro percorso scolastico tra didattica a distanza e lezioni interrotte dai bombardamenti. All’interno dell’oratorio, i bambini riconoscono immediatamente l'allarme: c'è chi piange, chi si copre le orecchie e chi cerca istintivamente un rifugio, manifestando un trauma profondo che si accompagna a un crescente sentimento di odio verso il nemico.

Scuole e infrastrutture nel mirino - L'organizzazione scolastica è frammentata: ogni istituto decide in autonomia se operare in presenza o online, basandosi sulla disponibilità di rifugi adeguati. Tuttavia, la continuità educativa è quasi impossibile: gli allarmi scattano ogni ora o ora e mezza, giorno e notte, paralizzando il traffico, fermando la metropolitana e causando continui blackout elettrici. Non vengono risparmiati i civili: recenti attacchi hanno colpito abitazioni e persino una casa di riposo, causando vittime tra gli anziani più fragili.

La strategia della fame e l'incognita inverno - Oltre al terrore dal cielo, la popolazione deve affrontare una povertà dilagante. Don Moreno segnala che da settimane vengono colpiti sistematicamente i centri di distribuzione alimentare e i depositi logistici. Questa tattica sembra mirata a portare la popolazione allo stremo, rendendo difficile reperire persino beni di prima necessità come frutta e verdura. I prezzi sono diventati insostenibili per pensionati e famiglie che prima riuscivano a mantenersi autonomamente.

L’impegno umanitario e la paura del freddo - In questo scenario di macerie e privazioni, l’Opera di don Orione continua la sua missione distribuendo circa 400 pasti a settimana, oltre a medicinali e vestiti. Nonostante gli sforzi, l’incubo peggiore resta l’inverno imminente. Con le temperature destinate a scendere sotto lo zero e le infrastrutture elettriche distrutte, la sopravvivenza appare una sfida quasi impossibile. Le autorità cittadine hanno già predisposto piani di evacuazione per i più vulnerabili, segnale inequivocabile di un inverno che si preannuncia estremamente duro. (Fonte: AgenSIR, testimonianza di don Moreno Cattelan).

 

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