Da poco più di un mese, a Beira, in Mozambico, ha iniziato il suo cammino il primo Oratorio San Luigi Orione. Un’esperienza ancora giovane, nata per offrire ai bambini un luogo di accoglienza, educazione, gioco e crescita nella fede, ma che in poche settimane ha già mostrato quanto fosse attesa e necessaria.
L’Oratorio ha infatti conosciuto fin dall’inizio una partecipazione crescente: dai circa 30 bambini dei primi giorni si è arrivati a 120 partecipanti. Un aumento significativo, che racconta da solo il bisogno di spazi educativi e ricreativi per i più piccoli nella realtà del quartiere dove risiede la Comunità religiosa orionina.
Ad accompagnare le attività ci sono quattro volontari locali, presenti quattro giorni alla settimana. Ogni giornata prevede due ore dedicate all’apprendimento e al sostegno scolastico e un’ora di giochi e attività ricreative.
Uno degli aspetti emersi con maggiore evidenza riguarda proprio le difficoltà scolastiche dei bambini, ma allo stesso tempo sorprende il loro desiderio spontaneo di imparare. P. Mateusz racconta che un giorno alcuni bambini gli hanno chiesto di fare matematica. Quando ha domandato quale argomento volessero studiare, gli hanno risposto semplicemente: «Padre, qualsiasi cosa». Così, accanto al gioco, sono iniziate attività di matematica e portoghese e, più recentemente, per alcuni, anche i primi insegnamenti di inglese.
La prima uscita: per alcuni, la prima volta sulla spiaggia
A poche settimane dall’inizio dell’Oratorio è stata organizzata anche la prima uscita insieme. I bambini sono stati portati in spiaggia, per trascorrere una giornata diversa, giocare e vivere un momento di fraternità fuori dagli spazi abituali.
Per alcuni di loro è stata un’esperienza particolarmente significativa: era la prima volta che andavano sulla spiaggia, pur vivendo non lontano dall’oceano.
È proprio inviando le fotografie di questa prima uscita che padre Mateusz ha condiviso la sua gioia per il cammino appena iniziato:
«Sono davvero felice, soprattutto quando vedo che questo lavoro con i bambini vale la pena. A volte non è facile e non sempre ho molta pazienza, ma sono felice di stare con loro. Sono loro stessi a voler imparare».
E, guardando quanto accaduto in così poco tempo, aggiunge: «L’idea dell’Oratorio era davvero perfetta per questa realtà qui a Beira».
Un’opera che sta muovendo i primi passi
La crescita molto rapida dell’Oratorio ha già reso necessari alcuni primi interventi sugli ambienti. Con un aiuto della Comunità di Seregno è stata completata l’illuminazione, con l’installazione di cavi e lampadine, e sono state sostituite zanzariere, vetri e serrature. Sono stati inoltre recuperati e riutilizzati tavoli e banchi già disponibili sul posto.
Molto resta ancora da fare. Servono lavagne, nuovi spazi e interventi strutturali, in particolare sui tetti e sui servizi igienico-sanitari. Con l’aumento del numero dei bambini diventa sempre più importante poter disporre di ambienti adeguati per lo studio, il gioco e le attività comuni, compreso in futuro un salone polifunzionale da utilizzare soprattutto nei giorni di pioggia.
Accanto alla dimensione educativa e ricreativa, l’Oratorio sta iniziando a sviluppare anche quella pastorale. La Messa domenicale rappresenta già un momento importante della vita della comunità e, tra le prospettive future, ci sono la catechesi e momenti brevi dedicati alla condivisione della Parola di Dio.
L’esperienza potrà inoltre collegarsi in futuro al progetto della scuola, offrendo eventualmente anche attività più strutturate di sostegno e recupero scolastico.
Una priorità, però, dovrà rimanere sempre al centro: custodire il carattere sociale e caritativo dell’Oratorio, continuando ad accogliere in modo particolare i bambini che vivono nelle situazioni di maggiore bisogno. È un aspetto sottolineato anche dal Direttore Provinciale, P. Rodinei, che ha espresso apprezzamento per i primi risultati raggiunti e ha ricordato l’importanza di mantenere questa attenzione ai più bisognosi.

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