Dal 6 al 9 aprile 2026, i religiosi romeni si sono riuniti a Cluj-Napoca per un tempo di riflessione e discernimento sul futuro della presenza orionina in Romania, in particolare sulla costruzione della Regione Missionaria.
Un momento centrale è stato l’incontro con il vescovo di Timisoara, Iosif Pal, che ha richiamato il valore fondamentale dell’unità, ispirandosi alla preghiera di Gesù. L’unità, dono di Dio, è più importante di ogni attività e si costruisce attraverso l’amore concreto, l’ascolto e la capacità di accogliere la diversità.
L’intervento di Tarcisio Vieira, padre genrale della nostra Congregazione, ha invitato a vivere questo tempo come una “scuola dell’ascolto”, sottolineando la necessità di una conversione del cuore. Il rinnovamento della vita religiosa non dipende solo dalle strutture, ma dalla capacità di attraversare le difficoltà insieme, come comunità. L’immagine evangelica della barca e quella del naufragio di Paolo richiamano l’essenziale: salvare la vita e custodire il Vangelo, anche quando alcune forme devono cambiare.
Nell’incontro guidato da don Giovanni Carollo, padre provinciale, la Regione Missionaria è stata presentata come un processo in costruzione, che richiede un cambiamento di mentalità: da una presenza conservativa a una presenza missionaria, più sinodale e aperta al territorio. Tra le sfide principali: la diminuzione delle vocazioni, la collaborazione con i laici e la sostenibilità economica; tra le opportunità: una maggiore comunione, nuove forme di evangelizzazione e attenzione alle periferie.
Il dialogo ha evidenziato l’importanza della comunicazione, della corresponsabilità e della vita fraterna. Le difficoltà e i conflitti, se vissuti nello spirito evangelico, diventano occasioni di crescita.
Infine, sono stati affrontati alcuni aspetti concreti: la possibile apertura di una nuova comunità a Făget, le questioni amministrative e l’animazione vocazionale. È emerso con chiarezza che il futuro dipende non tanto dalle strutture, quanto dalla qualità delle relazioni e dalla testimonianza di vita.
L’incontro si è svolto nella consapevolezza di vivere un momento significativo: un cammino ancora in costruzione, che chiede coinvolgimento, fiducia e fedeltà al Vangelo.


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