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1 Maggio 2026

«Sento tanta gioia di trovarmi con voi in questo primo giorno del mese di maggio»

Don Orione, nella cappella del Paterno a Tortona, introduce ai suoi chierici il primo giorno di maggio (cf. Parola X, 164-1651° maggio 1939).

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 «Sento tanta gioia di trovarmi con voi in questo primo giorno del mese di maggio […]

Ma soprattutto sento di dovervi animare a fare bene e santamente il mese di maggio fin dai primi giorni. Vedo sull’altare tanti fiori! Ma il fiore più bello deve essere la vostra pietà, la vostra devozione veramente filiale alla Vergine Santissima. La nostra vita deve fiorire di opere buone. Ciascuno di noi deve cercare di non essere secondo ad alcuno nell’amare la Madonna; e se, nel passato siamo stati ondeggianti nel bene, ecco: è venuto il mese della Madonna, della nostra madre Celeste. Tutto il popolo cristiano si infervora di pietà. Cantano Maria le grandi basiliche nelle grandi città e anche nelle valli sperdute della terra si canta Maria! Si può ripetere quel pensiero, direi meglio quel verso del Manzoni quando dice che non v’ha terra che non abbia un altare di Maria! Il poeta cristiano lo dice in un altro senso; nel senso che non vi è terra che non abbia una chiesa, una cappella, un altare, almeno, dedicato alla Madonna..., ma certo di maggio non vi è altare dedicato alla Madonna che non sia ricolmo e abbellito di fiori.

Cerchiamo, o cari miei, se mai la nostra vita è stata un terreno un po’ selvaggio, un terreno freddo, un terreno che non ha dato alla Vergine Santa il tributo della pietà, tutto il tributo della pietà, tutto il tributo di amore, di venerazione che doveva; almeno fiorisca e si apra, almeno, in questo mese: fiorisca di fiori bianchi di illibatezza, di purezza, di fiori ardenti di virtù, di santità, fiori di amor di Dio e di amore a Maria».