Dall'inizio del mese di gennaio 2024, presso la comunità del Teologico si sono svolte le celebrazioni per l’Istituzione dei ministeri. Così lo scorso 12 gennaio, nella celebrazione presieduta dal Direttore Generale Don Tarcisio Vieira, sono stati istituiti Acccoliti i confratelli: Albisch Tigga e Dheeraj Chinnabathini (India), Corneliu Buzatu (Romania), Jackson Oros (Filippine), Sebastián Vega Selaive (Cile) e Simeon Kibet (Kenya).
Nella stessa celebrazione ha rinnovato i voti il chierico Rayan Eleotério Brozzeghini (Brasile). In seguito, il 22 gennaio nella celebrazione presieduta da Don Giovanni Carollo, Direttore della Provincia Madre della Divina Provvidenza, sono stati istituiti Lettori i confratelli Abbay Kuyur (India), Demis Russo (Italia), Hervé Ouédraogo (Burkina Faso), Marvine Ouma (Kenya), Rayan Eleoterio (Brasile) e Robert Buzatu (Romania).
Due momenti significativi per i candidati e anche per la comunità che si interroga, riflette e si riappropria il senso del servizio dell’Altare e della Parola.
Insieme ai candidati, la comunità ringrazia don Francesco Mazzitelli per i momenti di preparazione liturgica di cui sono stati beneficiari.
Molto di più, la comunità è grata alla Provvidenza e ai Cerimonieri Pontifici, per averla coinvolta nel servizio liturgico nella celebrazione presieduta dal Santo Padro nella Basilica di San Pietro in Vaticano, la domenica 21 gennaio, Va domenica della Parola. Oltre ai due diaconi, ai dieci chierici, e ai due tirocinanti che vi erano coinvolti direttamente, tutta la comunità, partecipando alla celebrazione eucaristica ha vissuto questo momento di grazia come un segno di amore al Papa e alla Santa Chiesa. Oltre all’emozione caratteristica di tale momento, il contenuto dell’Omelia del Santo Padre e i riti della celebrazione con l’istituzione di Lettori e Catechisti, ha rafforzato in noi il senso vivo del servizio e della responsabilità che ogni tappa del cammino vocazionale comporta.
Ora, inizia il periodo degli esami universitari, che, ci auguriamo, non farà dimenticare così presto il senso del nostro essere qui, poco distanti della sede di Pietro, in un contesto non tanto facile per la Chiesa e per il Papa. Siamo di cuore con Lui e preghiamo per Lui.

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