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8 Novembre 2026

Leone XIV in Sudamerica- Dalla speranza in Uruguay all'attesa in Argentina e al Piccolo Cottolengo di Claypole

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Il sesto viaggio apostolico internazionale di Papa Leone XIV si è aperto ufficialmente in Uruguay, dove il Pontefice è atterrato all'aeroporto di Montevideo-Carrasco il 6 novembre dopo un volo di tredici ore e mezza da Roma. Accompagnata dal motto «Vi annuncio una grande gioia», la prima tappa della visita (6-8 novembre) ha visto il Santo Padre impegnato in un'intensa agenda istituzionale e pastorale. È una prima tappa fatta di fede e vicinanza sociale al Paese quella che si sta concludendo in Uruguay. Tra i momenti più emblematici figurano i Vespri nella Cattedrale metropolitana di Montevideo, la celebrazione della Santa Messa a Paysandú e l'incontro con la realtà sociale del quartiere periferico di Casavalle, durante il quale il Papa ha benedetto dodici moduli abitativi destinati a famiglie indigenti. Il percorso uruguaiano si è arricchito con la partecipata veglia di preghiera insieme a circa 100 mila fedeli e giovani presso l'Estadio Centenario e si è concluso con la Messa al Santuario della Virgen de los Treinta y Tres a Florida.

Oggi 8 novembre il Pontefice si trasferisce in Argentina (8-11 novembre), accolto dallo slogan «Bienvenidos todos. Vayan y anuncien». Il soggiorno nel Paese natale di Jorge Mario Bergoglio costituisce anche un profondo omaggio personale al papa scomparso, che in dodici anni di pontificato non era mai potuto ritornare nella propria terra d'origine. Il programma argentino include l'incontro con il presidente Javier Milei alla Casa Rosada, le grandi celebrazioni liturgiche, la trasferta a Córdoba e la visita al Complesso Penitenziario Federale di Buenos Aires. Successivamente, dall'11 al 17 novembre, Leone XIV raggiungerà il Perù, la terra in cui Robert Francis Prevost ha operato a lungo come missionario e vescovo, per un itinerario che farà tappa a Lima, Chiclayo, Cusco e nell'Amazzonia peruviana a Pucallpa.

La mattina di lunedì 9 novembre, alle ore 9:15, si terrà uno dei momenti umanamente più intensi e carichi di significato di questo viaggio: la visita al Piccolo Cottolengo Don Orione di Claypole, nella provincia di Buenos Aires. Si tratta della prima visita in assoluto di Papa Leone XIV a una casa della Famiglia Orionina da quando è salito al soglio pontificio.

La struttura di Claypole, fondata il 28 aprile 1935 da San Luigi Orione, rappresenta una vera e propria "cittadella della carità" estesa su 50 ettari, concepita per garantire dignità, cura e integrazione a persone con disabilità. Il centro ospita stabilmente circa 415 residenti assistiti da un'équipe multidisciplinare di circa 400 dipendenti e operatori. L'evento, si svolgerà in forma riservata per tutelare la serenità e la salute degli ospiti.

Soffermandosi sul significato della presenza del Santo Padre al Piccolo Cottolengo Don Orione di Claypole, il Direttore Generale p. Tarcisio Vieira nella recente circolare ha evidenziato: «Papa Leone XIV non viene semplicemente a visitare una nostra grande opera, a conoscere le dimensioni delle nostre strutture o a rendere omaggio alla storia della Congregazione. Viene, soprattutto, a incontrare delle persone: uomini e donne che vivono situazioni di fragilità, di disabilità o di malattia e che nella nostra casa devono trovare non soltanto assistenza, ma soprattutto accoglienza, rispetto, affetto e dignità».

«Questo ci riporta immediatamente al cuore dell’intuizione di Don Orione – ha aggiunto il direttore Generale -. I Piccoli Cottolengo sono nati dalla sua convinzione che nessuno debba sentirsi abbandonato, che ogni persona, indipendentemente dalle proprie condizioni, sia preziosa agli occhi di Dio e che la carità cristiana debba raggiungere specialmente coloro che rischiano di essere dimenticati». […]

«Il Piccolo Cottolengo di Claypole ha un legame particolare con la storia di Don Orione e con il suo amore per l’Argentina. È una delle espressioni più significative di quella carità che il Fondatore volle portare anche oltre i confini italiani, fidandosi della Divina Provvidenza. Per questo, la gioia dei confratelli argentini sarà la gioia di tutta la Congregazione».