Dopo una settimana di viaggi a Faratsiho, Antsirabé, Antsofinondry e Alasora, dopo km su km e ore su ore in coda, sballottati tra le buche di strade simili a mulattiere, di polvere rossa e puzza di gasolio, ecco una giornata trascorsa per tutto il giorno ad Anatihazo.
La prima giornata del triduo conclusivo era tutta improntata sull'MLO e crediamo che se tutti i presenti (oltre 150) hanno ascoltato e guardato oltre il proprio (bellissimo) giardino, chiunque potrà dire di esserne uscito arricchito e riconoscente.
L'MLO malgascio ha davvero riunito tutta la famiglia orionina: erano presenti sacerdoti e suore orionine, laici impegnati nelle varie missioni e a supporto delle comunità dei FDP e delle PSMC; e tanti giovani e adulti, insegnanti di varie nostre scuole, impegnati anche nel MLO.
E poi l'onore di avere tra noi le tre figure più importanti dell'Opera don Orione: il Direttore Generale p. Tarcisio Vieira, sempre presente dall'inizio delle celebrazioni, Madre M. Alicja Kędziora, Superiora Generale delle PSMC e la signora Armanda Sano, Coordinatrice Generale del MLO.
Ci si è ritrovati in Aula Giovanni Paolo II, una grande sala che ha faticato a contenere tutti i partecipanti.
Qui la Coordinatrice del MLO del Madagascar, signora Rondro, ha accolto e salutato tutti lasciando la parola a Sr. Justine che ha raccontato l'inizio dell'attività dei due missionari italiani nel novembre di 50 anni fa ed i bellissimi tre giorni di Esercizi Spirituali vissuti lo scorso fine settembre guidati da don Flavio Peloso.
Successivamente un momento particolare, forte e toccante, fino alle lacrime: tre laici hanno raccontato come la conoscenza di Don Orione sia avvenuta attraverso l'incontro, la collaborazione ed il cammino fatto seguendo i missionari italiani, che hanno permesso loro e a tantissimi laici di formare un cuore orionino che continua a battere e a servire nel nome di Don Orione.
La signora Pascaline ha raccontato il suo servizio lungo 38 anni in più ruoli ed il grande impegno a supporto dell'iniziativa del sostegno a distanza a favore dei bambini e ragazzi della scuola di Anatihazo tenendo personalmente il contatto con i benefattori. Emozionante vedere presenti in sala almeno sei di questi ragazzi, per anni sostenuti a distanza; ora, oltre che essere dipendenti nella scuola, si sentono desiderosi di fare parte del MLO.
Il signor Hoby da Namehana ha ricordato l'arrivo dei primi missionari Don Agostino e don pietro che, in particolare, spesso andava a trovarlo a casa e successivamente il grande rapporto avuto con Don Luigi Piotto ed il suo impegno anche nell'aiutarlo nella costruzione del Liceo.
Il signor Njaka, prefetto allo Studio nel Liceo di Namehana ha raccontato pure lui il rapporto speciale con Don Piotto. "Lavoravamo tanto durante la settimana come insegnanti ma poi eravamo (e siamo) in servizio anche il sabato e la domenica perché siamo cristiani orionini. Con lui non si poteva dire: "sono stanco".
Nel distretto di Namehana cerchiamo di vivere bene il carisma di don Orione. Nel programma del Liceo c'è la vita di don Luigi Orione, nella preghiera, dappertutto, ovunque andiamo, anche dentro di noi c'è Don Orione, qualunque cosa facciamo lui c'è. Sarebbe bello ci fosse una università Cattolica orionina"... e questa cosa è stata segnalata da più di una comunità.
Dopo una breve pausa è stato il momento degli interventi dei tre Superiori.
La signora Armanda ha condiviso con tutti il percorso fatto dal MLO dalla sua nascita, del riconoscimento ricevuto da parte della Santa Sede e dello sviluppo in ogni angolo del mondo orionino e cercando di spiegare al meglio gli obiettivi, l'importanza della formazione, la conoscenza di Don Orione e del suo carisma e del ruolo del laico orionino chiamato a portare e vivere il carisma nei luoghi dove si trova ogni giorno.
Madre Alicja, nel condividere ciò che già era emerso negli interventi precedenti, indicando il logo del MLO ha sottolineato l'importanza di ricondurre tutto a "Instaurare omnia in Cristo".
Padre Tarcisio infine ha messo in risalto tre sentimenti che il popolo malgascio è chiamato a vivere in questo momento storico:
- Guardare al passato con riconoscenza grande e profonda verso quei sacerdoti missionari che per 50 anni hanno servito questa terra e questo popolo;
- Vivere il presente con passione, un appello quindi ai religiosi malgasci affinché svolgano il proprio servizio con entusiasmo, con responsabilità, con lo spirito dei missionari;
- Abbracciare il futuro con speranza pensando a coloro dei quali dovranno prendersi cura, dai tanti bambini e ragazzi (circa 18000) che frequentano le nostre scuole malgasce.
Il pranzo è stato consumato in semplicità lì dove ogni giorno pranzano un migliaio di bambini e circa 80 poveri segnalati dalla parrocchia.«Nel pomeriggio – racconta Luca Muffato - abbiamo vissuto due ore di una bellezza unica in ascolto dei rappresentanti dei movimenti presenti che hanno raccontato da dove arrivavano, in quanti sono e in che cosa sono impegnati. È stato un susseguirsi entusiasmante con persone arrivate da nord (Ambanja, 880 km, 23 ore di viaggio) o dal sud (Ankazoabo, 900 km, 21 ore), oppure da ovest (Beroboka, 700 km, 16 ore) oltre ovviamente dalle comunità più vicine».
«Ascoltandoli il pensiero era che non avevano bisogno di immagini o video da proiettare per trasmettere quanto ci stavano raccontando – prosegue Luca-; era sufficiente il modo con cui narravano i loro servizi in parrocchia, specie per l'animazione liturgica o in oratorio o nella pulizia degli ambienti, nel dispensario oppure nelle uscite per andare a fare servizio alla domenica in un centro per disabili, o ancora le raccolte, specie in Avvento e Quaresima per aiutare le famiglie più povere tra le famiglie povere del villaggio... e poi l'impegno del gruppo che si è preso cura di sostenere gli studi di 5 bambini del villaggio ed un altro di altri 4 in un'altra scuola. Altri ancora sono impegnati a portare la Parola di Dio in villaggi dove la chiesa non c'è ancora ed il ritrovo, la domenica mattina, è sotto un albero... altri che si presentano spontaneamente dalle suore a tirarsi su le maniche per qualsiasi cosa ci sia da fare e vanno a trovare i poveri ed i malati, a casa o in ospedale, e a portare loro la comunione, un abbraccio, una parola. Infine c'è chi aiuta i bambini nei compiti come doposcuola con risultati importanti e anche chi si prende cura di due fratellini di una mamma in grossa difficoltà».
«Tutti hanno i loro incontri di formazione periodici per conoscere Don Orione ed il suo carisma che qualcuno ha conosciuto proprio grazie al MLO pur avendo fatto per anni il chierichetto. Abbiamo respirato la "fantasia della carità" ed abbiamo trovato questi laici davvero figli di un Santo che certe povertà quasi se le inventava pur di essere in servizio, in azione sempre. Un gruppo è definito come gli "Apostoli della Carità" termine molto bello e reale che ben si sposa con quanto ha detto in conclusione la sig.ra Armanda: "Tutti i laici che amano don Orione, lo hanno come riferimento, cercano di fare conoscere e di vivere il suo carisma, sono parte del MLO perché sono Laici Orionini in Movimento". Le ultime due immagini - conclude Luca Muffato - ce le ha consegnate p. Tarcisio: siamo tutti figli di un Santo che è di tutti, non solo dei preti o delle suore ma anche dei laici e di un movimento sotto il cui "ombrello" c'è posto per tutti, per fare del bene sempre e a tutti».

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