Sono giunti gli auguri di Natale della comunità orionina di Al-Zarqa, in Giordania, dove quest'anno, così come richiesto dal Patriarcato latino di Gerusalemme che comprende anche il territorio giordano, la festa è stata vissuta con alcune restrizioni, in segno di rispetto per le vittime della guerra in Terra Santa.
La comunità religiosa e i parrocchiani hanno organizzato un giorno di ritiro per prepararsi al Natale. Nel corso della giornata si è riflettuto e discusso su quanto sta accadendo nella realtà circostante e successivamente sono state svolte alcune attività seguite dal pranzo con i parrocchiani.
Il 21 dicembre «abbiamo festeggiato un "quasi natale" con il nostro gruppo di 80 adolescenti - riferiscono i religiosi - e l'intero evento è stato realizzato su iniziativa dello shabeeba Don Orione. Nel cono della giornata sono stati organizzati giochi e attività culturali, al termine sono stati distribuiti i regali di Natale a tutti».
Il 23 dicembre la festa è stata con i bambini e le famiglie. Il programma è iniziato con la preghiera presieduta da p. Hani Jamil. Successivamente i giovani hanno presentato una recita sulle attività culturali seguita dalla distribuzione di doni a tutti i bambini.
«Il giorno di Natale la Santa Eucaristia è stata presieduta da p. Hani Jamil e concelebrata da p. Antonio Ursillo. La chiesa era piena, molte persone sono arrivate da diversi luoghi per partecipare alla Santa Messa – raccontano i religiosi -. In questo giorno dopo la celebrazione abbiamo ricevuto una sorpresa: un gruppo di 150 persone dello Sri Lanka e alcuni indiani sono venuti nella nostra parrocchia chiedendoci di celebrare la messa per loro, è stato un momento bellissimo riceverli e partecipare con loro alla Messa presieduta da p. Ursillo. È stato davvero molto bello poter celebrare il nostro Natale con persone di culture diverse».

Galleria fotografica