La Visita canonica, annunciata da mesi dal Direttore generale e preparata dalle 3 comunità religiose della missione orionina in terra filippina (Montalban, Payatas e Lucena), ha avuto inizio il 9 agosto da Montalban.
Il Segretario generale, don Fausto Franceschi, era già arrivato nelle Filippiine a fine luglio per guidare gli esercizi spirituali ai 12 novizi che, il 15 agosto emetteranno la loro prima professione religiosa.
Il Padre generale è invece partito da Roma, assieme all’Economo generale, don Walter Groppello, lunedì 7 agosto. Ad attenderli all’aeroporto di Manila c'era P. John Castillo Socorro, Superiore Regionale e direttore della comunità di Payatas. Insieme si sono avventurati, dopo le 14 ore di volo, nel traffico intenso di Manila, una città metropolitana che conta circa 16 milioni di abitanti. Per compere il tragitto dall’aeroporto all'opera orionina di Montalban, hanno impiegato circa altre 3 ore. «Calorosa da subito l’accoglienza di tutti i 7 confratelli della comunità, dei 12 novizi, dei probandi e dei seminaristi - riferisce don Groppello -. Il caldo umido fa compagnia giorno e notte, per questo la prima giornata, mercoledì 9, è stata una giornata più leggera. In tarda mattinata solo un incontro organizzativo per programmare la settimana di Visita canonica».
La Visita canonica è iniziata ufficialmente la sera del 9 in un clima di festa e fraternità, con la concelebrazione della Messa a cui erano presenti e rappresentati tutti: i religiosi, i novizi, i seminaristi, le suore e alcuni ragazzi del Cottolengo filippino. A seguire c’è stata la cena, arricchita dalla festa di compleanno della cuoca.
Nei due giorni seguenti, giovedì e venerdì, per i Visitatori è ripreso il ritmo consueto delle visite canoniche: gli incontri con la comunità religiosa, con il gruppo di novizi e di postulanti, i colloqui personali con i religiosi, la visita a tutti gli ambienti e le strutture dell’Opera, «che qui a Montalban consiste nei tre grossi nuclei Cottolengo, Seminario, Noviziato, e la sezione amministrativa. Ciò che in questa comunità religiosa balza agli occhi – aggiunge infine l’Economo generale - è il numero rilevante di giovani che si stanno avvicinando e inserendo nella famiglia orionina. Quindi un forte senso di speranza e di futuro, oltre che di gioia e di allegria».
FDP

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