Prosegue la Visita canonica generale nelle Filippine. Dopo i grandi festeggiamenti delle prime professioni a Montalban, il 15 agosto, P. Tarcisio Vieira, don Fausto Franceschi e don Walter Groppello sono partiti nel primo pomeriggio, accompagnati da p. Martin Mroz, alla volta di Lucena: viaggio impegnativo di oltre 5 ore (150 Km), per superare la metropoli di Manila, sempre immersa nel traffico, e giungere alla missione orionina.
All’arrivo la cena con i religiosi della comunità (p. Martin Morz, p. Achi Stanislas Gbeissay, p. Antero Mejos Cisneros ed il chierico Bryan Atuli) e i seminaristi di questo nuovo anno: erano presenti già i 4 filippini (due dei quali dalla parrocchia di Payatas) a cui, a breve, si aggiungeranno 5 giovani di Timor Est. Sembra proprio che il vento del carisma orionino si stia facendo strada qui in Oriente.
Le due giornate di mercoledì 16 e giovedì 17 sono state vissute con le classiche modalità della visita canonica: nel primo giorno, l’incontro con i religiosi e poi i colloqui personali; il secondo giorno, la visita alle attività pastorali che i religiosi accompagnano. «È qui che abbiamo avuto le emozioni più forti – riferiscono i 3 visitatori -, vissute insieme ai religiosi e seminaristi«.
«Sono 4 gli ambiti di pastorale» spiega don Groppello che aggiunge, «il primo ed essenziale è la casa della comunità (in località Alupaye) che è un aspirantato, con la cappella pubblica S. Luigi Orione. C’è poi la nuova area sportiva di Mayao Silangan: qui, in una vasta area verde, in zona periferica, abbiamo trovato l’inizio della realizzazione di un complesso sportivo per i giovani poveri della zona: è già presente un campo sportivo e una grande palestra coperta; a fianco la cappella storica di Santa Rita; una zona di risaia facente parte di un programma per investire sull’agricoltura. L’intero complesso ha avuto un finanziamento dal Consiglio dei Ministri italiano. Al centro della proprietà su una piccola collina, che domina tutto il territorio, la sorpresa: proprio in questi giorni si stava issando una grande statua della Madonna della Divina Provvidenza (10 metri di altezza), visibile da lontano, frutto della generosità di una famiglia benefattrice, i signori Jaime e Charry Aquin».
L’Economo generale prosegue nello raccontare come a queste attività si aggiungono la «Cappella San Raffaele, con il St. Luigi Orione Training Center: ove è presente la Fondazione Dofi che sponsorizza la scuola materna, le adozioni a distanza, il sostegno scolastico e la mensa per i bambini che vivono in un villaggio nella palude (Dulong Buhangin – Dalahican), con case molto precarie, a volte delle vere e proprie palafitte sull’acqua stagnante. E infine c’è il Technical Center (un piccolo germe di centro professionale) a Padre Burgos, con specializzazione in saldatura».
Nella mattinata di venerdì 18 agosto, c’è stato l’incontro di chiusura della visita con i religiosi della comunità, mentre nel pomeriggio, prima della partenza, tutti sotto la grande statua della Madonna: si è raccolto un folto gruppo di giovani, tutti con la maglietta stampata della Cappella Santa Rita e alcuni adulti del territorio, ammirati ed incuriositi da questa “novità”; era presente anche l’artista (e famoso attore) che ha realizzato tale opera, Leandro Valtimor.
P. Tarcisio prima della benedizione della statua e dei fedeli convenuti, ha invitato tutti a “guardare in alto” come ci insegna questa statua e a “sentirsi protetti dalla sua materna presenza”.
FDP

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