Al “Cuore di Don Orione” l'entusiasmo di 25 pellegrini che hanno attraversato le alte e bianche Ande dal Cile all'Argentina per conoscere ed avvicinarsi alla vita e alla figura del fondatore, in particolare alla reliquia del suo cuore incorrotto custodita in una cappella all'interno del Santuario di San Luigi Orione nel Piccolo Cottolengo di Claypole. Un'occasione provvidenziale per conoscere anche questo luogo, i suoi spazi, i collaboratori e le storie del soggiorno di Don Orione all'inizio del secolo scorso.
Accompagnati da fratel Jorge Silanes, i pellegrini hanno potuto conoscere i “passi del Fondatore” attraverso le terre d'America che avevano a che fare anche con il Cile, che egli visitò all'inizio del 1936 per ricevere le prime donazioni.
Il Segretariato delle opere di carità, ha promosso l’idea del pellegrinaggio insieme ad un gruppo di collaboratori del Piccolo Cottolengo di Santiago e Rancagua: personale di contatto diretto, personale sanitario e riabilitativo, ecc.. Molti di loro hanno con lunga esperienza lavorativa in questo settore. Si distingue in modo particolare la signora Miriam Cáceres, collaboratrice diretta da più di 40 anni di servizio. Una “mamma” dedicata e consacrata ai suoi “figli” del Piccolo Cottolengo di Rancagua.
All'arrivo a Claypole, i visitatori sono stati accolti da Fratel Jorge Silanes, che ha condiviso con loro le storie del Fondatore, facendo visitare i vari spazi del Cottolengo come il centro educativo terapeutico, la sala di cure speciali, ma anche la mostra fotografica e storica degli inizi del Piccolo Cottolengo di Claypole.
«La celebrazione della Santa Messa davanti alla reliquia del cuore di Don Orione - raccontano i pellegrini cileni - è stato un momento molto speciale ed emozionante. Un tempo per rendere grazie a Dio e rinnovare il desiderio di servire i più poveri, soprattutto tutti coloro che vengono nella nostra “casa” per vivere con gioia e dignità, come veri “figli di Dio”».
«Nei giorni successivi abbiamo visitato la sede provinciale dei “Figli della Divina Provvidenza” in Argentina, dove abbiamo partecipato alla messa e siamo stati assistiti fraternamente da Padre Jorge Farfán. Il culmine della nostra visita è stato il Santuario Nazionale di “Nostra Signora di Luján”, luogo di pellegrinaggio e di spiritualità, per celebrare e rinnovare la fede in Dio, sotto la devozione mariana “Mater Dei”». Riferiscono ancora i pellegrini che concludono dicendo: «Ringraziamo Dio per questo pellegrinaggio, per sentirci vicini al cuore del Fondatore, e per rinnovare il nostro impegno di amore nel servizio ai fratelli: “perché quando lo avete fatto per gli ultimi, lo avete fatto per me”».

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