Si può essere davvero Uniti nel Dono? Dal territorio parrocchiale di San Giuseppe Cottolengo, dei religiosi di Don Orione, parte l’iniziativa «Momenti Insieme» per la cui realizzazione sono uniti in sinergia i doni di ben tre realtà al servizio del prossimo: la cooperativa sociale Orione 2000, la Caritas parrocchiale e il Fomal (Ente di formazione professionale per i giovani).
Il parroco, don Giampiero Congiu, ricorda che il seme di questa iniziativa, una sorta di progetto pilota, era già presente al suo arrivo nella comunità nel 2018 ma si era poi interrotto a causa della pandemia. Il ricordo di quella positiva esperienza e la comune voglia di rimettersi in gioco hanno convinto il Consiglio pastorale, la cooperativa sociale Orione 2000 e la Caritas parrocchiale a far rinascere questo progetto.
«Momenti Insieme» e? un’attività rivolta agli anziani del territorio ma in generale a persone che desiderano socializzare. Ogni 15 giorni, alternativamente il mercoledì e il giovedì, alla Casa Don Orione si organizza un pranzo ad offerta libera seguito poi nel pomeriggio da attività ludiche e ricreative (es. tombola, giochi di carte). Il diacono Giovanni Candia, presidente della Cooperativa, descrive gli aspetti organizzativi: «Oltre ai servizi già esistenti, ogni 15 giorni organizziamo il pranzo per anziani o persone sole qui alla Casa Don Orione. Ad esempio, una volta lo realizziamo come trattoria con il nostro personale e con i volontari della Caritas parrocchiale. La volta successiva, il pranzo viene invece preparato dai giovani professionisti nel settore ristorazione che frequentano il Fomal. Questa varietà di proposte crea anche un incontro tra generazioni e instaura un bel clima. Gli anziani, infatti, sono molto contenti dell’iniziativa perché hanno l’occasione di socializzare e anche i giovani vivono con entusiasmo questa esperienza professionale e umana».
Anche il parroco don Giampiero Congiu commenta l’attività e i risultati di «Momenti Insieme» con queste parole: «Abbiamo ripreso questa bella iniziativa e sono ben contento che ci sia. So che tanti anziani dicono “oh che bello, finalmente!” perché alcuni, trovandosi da soli in casa o con i figli lontani, hanno proprio bisogno di stare in compagnia. Per cui, ritrovarsi tra amici rende le loro giornate più serene. Come ha detto qualcuno di loro “si riesce a dare colore alla solitudine”. Ecco un modo per stare insieme che produce il coinvolgimento di tutta la comunità». Questa testimonianza conferma che i sacerdoti sono il motore delle loro comunità: sostenere la loro missione significa creare realtà in cui laici, anziani e giovani, possono essere davvero Uniti nel Dono.
