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23 Gennaio 2024

Avezzano: Don Orione nel cuore della Marsica

Con una piccola galleria d'arte urbana temporanea esposta lungo sulla recinzione dell'Istituto Don Orione di Avezzano, è stato ricordato il 109° anniversario del terribile terremoto che ferì questo territorio all'alba di un mattino d'inverno.

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«Ore 7:52 di una freddissima mattina di un gennaio di 109 anni fa. Paura, dolore, urla, disperazione, buio, polvere, solitudine, macerie, devastazione.... in questo precipizio senza fine, due mani iniziarono a scavare, avide di vita e di respiri. Quello strano prete, minuto ma forte come un leone si batté fino allo stremo delle sue forze per riportare alla luce quel che era rimasto dei valorosi Marsi. Salvò gli orfani togliendoIi dal freddo della strada e dal ghiaccio della disperazione, imponendosi contro il potere, prendendo “in prestito" le macchine del Re e dei suoi accompagnatori e portando i bambini a Roma da dove ricominciò la loro vita. Durante il tragitto neanche i lupi, scesi dalle montagne innevate sulla strada, riuscirono a fermare l'irruenza e la vulcanica personalità di quel prete tanto strano...Don Orione fu dono prezioso per la Marsica...ed oggi lo è per tutti coloro che del carisma orionino ne fanno pane quotidiano».

Avezzano e la Marsica hanno ricordato il 13 gennaio il 109° anniversario del terribile terremoto che ferì questo territorio all’alba di un mattino d’inverno.

Don Orione è da allora nel cuore della Marsica, per il suo tempestivo intervento a favore soprattutto dei tanti orfani rimasti soli in quella distruzione.

Come ogni anno il Vescovo Monsignor Giovanni Massaro ha celebrato la santa messa nella chiesa della Madonna del Suffragio, che custodisce la memoria del terremoto e della luce di speranza che la carità di Don Orione portò nel buio di quella tragedia.

L’associazione culturale Sessantasettezerocinquantuno in questa occasione ha reinterpretato in chiave artistica del capitolo relativo al terremoto del 1915, contenuto nel loro fumetto “MUZIO, le avventure di un giovane avezzanese”.

Questa piccola galleria d’arte urbana temporanea è stata esposta lungo via Corradini 31, sulla recinzione dell’Istituto Don Orione. Tredici tavole, realizzate da Alessandro Maurizi e Luca Clemente Cipollone, che narrano gli istanti prima e dopo il tragico evento. La centralità della storia ruota attorno all’opera dei soccorritori e, in special modo, alla figura di Don Orione, uomo della provvidenza, angelo di carità.

Nella narrazione si inserisce inevitabilmente Ignazio Silone, all’epoca quindicenne, che ebbe modo d’incrociare quello “strano prete”, per poi descriverlo anni più tardi in un capitolo di “Uscita di sicurezza”, una delle più celebri opere letterarie dello scrittore marsicano.