Sul ciglio della strada circondato da case basse tipiche della periferia di Buenos Aires, spicca l'ingresso di un luogo particolare, diverso da tutti gli altri, dove quelli etichettati come “diversi” recuperano l'idea di uguali. Sul portone, sotto il nome Piccolo Cottolengo Argentino di Don Orione, si legge in latino: “Charitas Christi urget nos”, tradotto come “La carità di Cristo ci sollecita”. A partire da lì, l'ecosistema cambia, la vita tranquilla ha poco a che fare con il viale e il traffico d'ingresso; forse un esempio del "paradiso" così spesso profetizzato.
Quasi 400 persone con disabilità frequentano e risiedono nel Cottolengo Don Orione di Claypole, originariamente destinato ad ospitarli, oggi è anche luogo di integrazione. "Siamo una casa e un centro educativo terapeutico", riferisce nella video intervista a MDZ il direttore del Centro educativo terapeutico Fernando Montero.
Fernando ha anche spiegato che la casa ha il compito di "soddisfare i bisogni primari come alloggio, cibo, benefici, salute, e la parte educativa terapeutica è che ogni persona che vive qui deve avere un programma di trattamento, un piano di sviluppo". Precisando che "non sono qui solo per una questione di alloggi e di bisogni primari, ma devono avere un progetto di vita e di apprendimento".
Fernando Montero sottolinea che il suo "non è un lavoro come un altro, non è solo guadagnare uno stipendio, ma stai compiendo una missione, una funzione sociale che è importante" e spiega che "i casi che arrivano qui sono molto difficili e, in realtà, se questa istituzione o questo tipo di istituzioni non ci fossero, queste persone sarebbero totalmente indifese, emarginate".
"Quando entri per la prima volta rimani un po' scioccato, perché se non sei abituato a persone che hanno una deformità fisica o che parlano diversamente o sono molto diverse da quello che vedi abitualmente, ti spaventi di fronte a ciò che non conosci," afferma Fernando e aggiunge "ma in realtà, quando vai al di là dell'aspetto fisico, vedi che c'è una persona e quando inizi a connetterti con la persona e non con la disabilità o la patologia, è allora che si stabilisce davvero un legame e la prospettiva cambia totalmente".
Eugenia Gómez, coordinatrice del Centro Attività, spiega che "il Cottolengo implica sempre movimento e molte volte hai a che fare con branche della psicopedagogia che all'università non avresti mai immaginato potessero tornarti utili", aggiungendo anche che in questo lavoro "guadagni anche chili di empatia e tante altre cose che ti servono in altri contesti".
Eugenia afferma che a chiunque volesse iniziare a lavorare al Cottolengo, direbbe che ha davanti a sé, "tanto da imparare". Anche per lei, come per Fernando, il lavoro "è una cosa diversa, genera un altro spirito".
Al Cottolengo vivono anche i religiosi orionini, della congregazione dei Figli della Divina Provvidenza. A ricevere la troupe di MDZ è stato fratel Jorge David Silanes, che coordina l'opera caritativa, che ha raccontato di come dopo tanto tempo trascorso nel Cottolengo come volontario abbia infine deciso di entrare nell'ordine. "La carità - afferma Fratel Silanes - è come l'innamoramento, come quando ti innamori di una persona che ti è piaciuta fin dal primo giorno e inizi a condividere gusti, vai a guardare , arrivano cose nuove e devi sempre prendere una decisione".
La situazione generale della salute mentale in Argentina è ben lontana dal rispettare quanto stabilito dalla Legge 26.657, emanata per regolamentarla. Ciò promuove la sostituzione delle tradizionali istituzioni psichiatriche ospedaliere con un sistema di salute mentale basato sulla comunità, qualcosa lungi dall’essere realizzato, ma il Cottolengo Don Orione appare come un progresso in questa armonia.
Questa trasformazione del Cottolengo stesso è iniziata nell'ultimo decennio, originariamente di uno stile simile a quelli del primo Novecento, quando fu creato. Così oggi si presenta come un luogo con una maggiore vita comunitaria tra i suoi residenti, la trasformazione dei padiglioni in abitazioni e il passaggio dal vecchio aspetto cupo di ricovero a un colorato luogo di svago. (In:Del miedo a lo desconocido al encuentro fraterno, la realidad del Cottolengo Don Orione - MDZ Online (mdzol.com))
FDP
