Il 24 gennaio 1944, grazie alla guida dell'abate Emanuele Caronti, dopo un lungo percorso iniziato da Don Orione, alle Costituzioni della Piccola Opera della Divina Provvidenza veniva concessa con decretum laudis l'approvazione pontificia «ad septennium per modum experimenti».
Ricordiamo questa ricorrenza con le parole di Don Giuseppe Zambarbieri:
«Le Costituzioni sono l’eredità più preziosa che i nostri Fondatori ci hanno lasciato. È vero che né Don Orione né Don Sterpi hanno direttamente composto i vari articoli. La Provvidenza - quasi per andare incontro, maternamente, al loro desiderio di singolare umiltà, - ha disposto che fossero altri a redarre il testo delle nostre Regole. Ma la sostanza (e spesso anche le parole, specie negli articoli fondamentali che fissano lo spirito della Congregazione e la differenziano) chi non sente come rispecchia fedelmente il pensiero di Don Orione e di Don Sterpi?
Noi tutti che siamo qui le abbiamo apprese, le nostre Regole, dall’insegnamento vivo dei Fondatori, dalla loro parola, soprattutto dalla loro vita. Non erano codificate le Costituzioni: non le abbiamo potute studiare su un qualsiasi libretto. Le abbiamo imparate vivendo accanto ai Fondatori, nel solco che hanno scavato camminando davanti a noi ed attuando eroicamente quella linea che ci andavano additando quale programma della nostra santificazione e del nostro apostolato. La Piccola Opera noi l’abbiamo vista nascere e crescere, prendere forma, sotto i nostri occhi. Noi sappiamo quello che Don Orione voleva dai suoi Figli: Abbiamo nelle orecchie, e ci sembrano di ieri, le raccomandazioni che con l’abituale sua mitezza e delicatezza o andava suggerendo Don Sterpi. Ciò che non era scritto sulla carta, noi lo avevamo impresso nel cuore senza possibilità di dubbio, senza incertezze.
Poi, sono venute anche le Costituzioni scritte. Un dono davvero grande che la Provvidenza di Dio lo riservava proprio negli anni più cruciali della guerra. E su quelle Costituzioni, in cui dovevamo ritrovare tutto il testamento del venerato nostro Don Orione, si posava - il 24 Gennaio 1944 - il sigillo dell’approvazione pontificia, quindi la benedizione di Dio, la garanzia, ove ce ne fosse stato bisogno, che lo Spirito informativo della Piccola Opera non era risultato di sapienza umana, ma raggio della Sapienza di Dio». [G. Zambarbieri, «In che modo dobbiamo intendere e praticare le Costituzioni?», in F. H. FORNEROD, La legge dell'amore, vol. III, Ed. Velar, 2024, 5]
