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16 Maggio 2023

16 Maggio, San Luigi Orione

Ricorre oggi la festa liturgica di San Luigi Orione, «meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana» (Giovanni Paolo II)

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Nella Lettera decretale Cum liber essem ex omnibus del 16 maggio 2004, Giovanni Paolo II presenta la figura di Don Luigi Orione definendolo «una meravigliosa e geniale espres­sione della carità cristiana» e «una delle personalità più eminenti del secolo ventesimo per la sua fede cristiana apertamente vissuta».

Don Orione «Ebbe la tempra e il cuore dell'Apostolo Paolo - si legge in quella stessa lettera che iscrive il Fondatore nell’albo dei santi -, tenero e sensibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all'ardimento, tenace e dinami­co fino all’eroismo, affrontando pericoli di ogni genere, avvicinando alte personalità della politica e della cultura, illuminando uomini senza fede, convertendo peccatori, sempre raccolto in continua e fiduciosa preghiera, talvolta accompagnata da terribili penitenze».

«Egli fu sacerdote di Cristo totalmente e gioiosamente, percorrendo l'Italia e l’America Latina, consacrando la propria vita a coloro che più sof­frono, a causa della sventura, della miseria, della cattiveria umana. Don Orione intuì con chiarezza che la prima opera di giustizia è dare Cristo ai popoli perché “è la carità che tutti edifica, tutti unifica in Cristo e nella sua Chiesa”».

«Questo umile e povero prete, intrepido e instancabile – prosegue il Santo Pontefice -, divenne testi­monianza viva dell’amore di Dio. Egli entra a far parte della lunga schiera di testimoni che con la loro condotta hanno manifestato qualcosa di più che una solidarietà semplicemente umana, addolcendo il sudore amaro della fronte con parole e fatti di liberazione, di redenzione e quindi di si­cura speranza. Povero tra i poveri, spinto dall’amore di Cristo e dei fratelli più bisognosi, allargò sempre più le tende della Piccola Opera della Divina Provvidenza che si arricchì della presenza delle Piccole Suore Missionarie della Carità, delle Sacramentine Cieche e in seguito delle Contemplative di Gesù Crocifisso. Coinvolse sui sentieri della carità e dell’impegno civile anche i laici, poi costituiti in Istituto Secolare Orionino e Movimento Laicale Orionino».

«Il cuore di questo stratega della carità – conclude Giovanni Paolo II - fu “senza confini, perché di­latato dalla carità di Cristo”. La passione per Cristo fu l’anima della sua vita ardimentosa, la spinta interiore di un altruismo senza riserve, la sorgente sempre fresca di una indistruttibile speranza. Un anno prima della morte, così aveva sintetizzato il programma essenziale della sua vita: “Soffrire, tacere, pregare, amare, crocifiggersi e adorare”».

 

L’INNO DELLA CARITÀ DI SAN LUIGI ORIONE

La carità è il precetto proprio di Cristo; egli ha det­to: «In questo si riconoscerà che siete miei discepoli, se vi amerete a vicenda». L’Evangelo insegna che non possiamo avere pace con Dio se siamo in discordia col prossimo, e san Giovanni scrisse: «Non ami Dio che non vedi, se tu non amerai il fratello che vedi».

Non vi è niente di più caro al Signore che la carità verso il prossimo e specialmente verso le anime. Anime e Anime!

Oh la carità di quel san Francesco d’Assisi che fu tutto serafico in ardore! Oh la carità che affocava il cuo­re di san Vincenzo de’ Paoli e del Cottolengo, il padre degli infelici!

Dio è carità, e chi vive la carità, vive Dio. La carità ci edifica e unifica in Cristo, la carità è paziente e benigna, è soave e forte, è umile, illuminata e prudente, compa­tisce gli altrui difetti, gode del bene altrui, ripone la sua felicità nel fare del bene a tutti, anche ai nemici, si fa tutta a tutti, è onnipotente e trionfatrice di tutte le cose.

Un giorno Gesù, chiamando gli eletti alla sua destra, dirà loro: Venite, benedetti dal Padre mio, avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, ero orfanello e mi avete accolto. Meravigliati di tale lode, domanderanno: O Si­gnore, quando mai ti abbiamo fatto tutto questo? Cristo risponderà: Tutto quello che avrete fatto ai miei poveri e ai miei minimi per l'amor mio, l’avrete fatto a me.

Il nostro Dio è un Dio appassionato di amore. Dio ci ama più che un padre ami il proprio figlio. Cristo Dio non ha esitato a sacrificarsi per amor dell’umanità.

Nel più misero degli uomini brilla l’immagine di Dio. Chi dà al povero, dà a Dio e avrà dalla mano di Dio la ricompensa.

Oh, ci mandi la Provvidenza gli uomini della carità! Come un giorno dalle pietre Dio ha suscitato i figli di Abramo, così susciti la legione e un esercito, l’esercito della carità, che colmi di amore i solchi della terra, pie­ni di egoismo, di odio, e calmi finalmente l’affannata umanità.

Già troppo odiammo - ha cantato pure il Carducci - amiamo.

Siamo apostoli di carità, soggioghiamo le nostre pas­sioni, rallegriamoci del bene altrui come di bene nostro; in cielo sarà appunto così, come ce lo esprime anche Dante con la sua sublime poesia. Siamo apostoli di ca­rità, di amore puro, amore alto e universale, facciamo regnare la carità con la mitezza del cuore, col compatir­ci, con l’aiutarci vicendevolmente, col darci la mano e camminare insieme. Seminiamo a larga mano sui nostri passi, opere di bontà e di amore, asciughiamo le lacri­me di chi piange.

Sentiamo, o fratelli, il grido angoscioso di tanti altri nostri fratelli, che soffrono e anelano a Cristo; andiamo loro incontro da buoni Samaritani, serviamo la verità, la Chiesa, la Patria nella carità.

Fare del bene a tutti, fare del bene sempre, del male a nessuno!

(Don Luigi Orione, L. II, 329-331)