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Ricordiamo Sac. PORCILE Guglielmo

Qualifica religiosa: Sacerdote
Data del decesso: 1 Giugno 1989
Luogo del decesso: Genova
Luogo di sepoltura:

Sac. PORCILE Guglielmo, da Bolzaneto (Genova), morto a Genova nel 1989, a 88 anni di età, 37 di Professione e 64 di Sacerdozio.


Da "Atti e comunicazioni della Curia Generale", Maggio - Agosto 1989

SAC. GUGLIELMO OTTAVIO PORCILE
da Genova-Bolzaneto, passato al Signore il 1° giugno 1989 nel Piccolo Cottolengo di don Orione in Genova Castagna, a 88 anni di età, 48 di professione religiosa e 65 di sacerdozio.

Quando don Guglielmo passò dal ministero diocesano alla congregazione di don Orione, aveva una età piena di esperienze — era nato il 30 marzo 1901 — avendo servito il Signore nel ministero pastorale della sua diocesi, prima a Quezzi Genova come viceparroco (1924-26), a Mascena di Bergagli, come rettore della succursale (1926-34), a Bergagli quale parroco e vicario foraneo (1934-50).

Entrato tra noi a Paverano l'11 luglio 1950 — col beneplacito del suo arcivescovo, il compianto card. Giuseppe Siri — passò subito al noviziato a Villa Moffa (1950-51) dove anche professò nella festa della Mater Dei l'11 ottobre 1951, rinnovando poi i Voti a Fano (1951-55) e nel Piccolo Cottolengo di San Remo (1955-60). Qui svolse ministero di assistenza religiosa e di guida spirituale, esplicata in seguito anche a Carbonia, nella nostra parrocchia, poi nella casa del Giovane operaio a Genova Rivarolo (1962-83) e tra le assistite e suore del Piccolo Cottolengo di Paverano, donde passò a quello di Genova Castagna.

Era stato ordinato sacerdote, nella sua Genova, il 20 luglio 1924 e portò nel suo spirito il frutto della propria formazione seminaristica, prediligendo la predicazione, il culto liturgico, le cose della chiesa e quanto riguarda il sacro ministero. Seppe superare le naturali difficoltà, che presenta il passaggio dalla vita ministeriale in diocesi alla obbedienza religiosa: amò don Orione e la sua Opera offrendo se stesso nel servizio umile, generoso e perseverante, anche nell'inferiore sacrificio per corrispondere alla vocazione a vita più perfetta che confidava di sentire in cuore come voce di Dio. Alla quale si sforzava e rallegrava di essere fedele, riconoscente a superiori e confratelli, che lo avevano accolto con tanta fraterna carità.