La quinta giornata si è aperta con una preghiera di adorazione. Le Lodi e la lectio divina su Lc 5, 17-26 — la guarigione del paralitico — sono state guidate dalla Provincia “Nossa Senhora da Anunciação” (Brasile Sud) e vissute davanti al Santissimo Sacramento esposto. Con P. Rodinei Thomazella, P. Antonio Bogaz e P. Pedro Raimundo, la preghiera ha messo a fuoco l’invito del Vangelo a “scoperchiare i tetti” che impediscono il compimento dell’azione caritativa più bella: portare le persone davanti a Gesù.
Alla sera, la Messa è stata animata dai confratelli della Delegazione “Marie Reine de Madagascar”, P. Luciano Mariani e P. Jean Clément.
«Con cuore riconoscente abbiamo concluso la verifica delle Linee di azione del Capitolo, con la moderazione di P. Fernando Fornerod, ed avviato la Sessione V sui temi particolari, moderata invece da P. Pierre Kouassi» hanno fatto sapere i religiosi riuniti in Assemblea.
I gruppi hanno lavorato in ascolto reciproco per cercare convergenze e passi concreti. Un filo comune ha attraversato tutte le riflessioni: essere “spiriti contemplativi e attivi, servi di Cristo e dei poveri”. Attorno a questo nucleo, sono stati approfonditi quattro ambiti: la formazione iniziale (“sostanza e non apparenza”); la Linea di Azione 14 sull’abbandono dei confratelli e la Cultura della Cura; i criteri per un’eventuale revisione delle Costituzioni e delle Norme; nuove forme sinodali di gestione delle opere.
In sintesi, la giornata ha seguito un ritmo semplice e forte: lectio davanti all’Eucaristia, risonanze fraterne nei gruppi secondo il metodo sinodale della Conversazione nello Spirito, desiderio condiviso di decisioni essenziali in plenaria. «Il nostro Padre Fondatore è stato per noi un riferimento paradigmatico: modello luminoso di unità tra preghiera e azione, egli insegnava che le cose di Dio si fanno “con le ginocchia”, perché l’apostolato non può prescindere dalla preghiera», hanno aggiunto i religiosi.
Per favorire la dimensione contemplativa, alcuni orientamenti emersi dai gruppi indicano: un tempo quotidiano e fedele di preghiera personale (meglio all’inizio della giornata); l’incontro costante con la Parola di Dio come via maestra di evangelizzazione della vita; la priorità alla preghiera comunitaria e alla custodia del silenzio nelle case; il recupero del primato di Dio nel ritmo ordinario delle attività pastorali; un uso sobrio di impegni amministrativi e tecnologia, perché non affievoliscano la vicinanza alle persone e l’ascolto dello Spirito. Tutto parte da una scelta personale: la santità — vissuta insieme — diventa invito credibile, anche per nuove vocazioni, compresa la vita contemplativa.

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