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28 Maggio 2026

Romania - L'incontro con don Marius e la vita al Centro Don Orione di Voluntari

“Mentinfuga” intervista Don Marius che mostra e racconta del Centro Don Orione di Voluntari, nell'area metropolitana di Bucarest, di cui è responsabile.

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"Mentinfuga" ha scelto la Romania come Paese da esplorare e ha visitato il Centro Don Orione di Voluntari, vicino a Bucarest, incontrando il responsabile, don Marius. Il sacerdote, intervistato da Gianfranco Falcone, Francesco Lorusso e Pasquale Esposito, ha raccontato la sua storia vocazionale e il funzionamento del Centro, che oggi accoglie 117 persone: un piccolo gruppo di ragazze orfane, circa sessanta anziani e cinquantadue adulti con disabilità gravi, che lui chiama affettuosamente “bimbi”.

Il Centro nacque nel 1999 quando un sacerdote raccolse dalla strada un gruppo di ragazze bisognose che, una volta pulite e nutrite, “non volevano andare” via. Da allora la struttura è diventata la loro casa.

La maggior parte degli ospiti con disabilità proviene da famiglie molto disagiate o da situazioni di abbandono, una pratica diffusa fino a quindici anni fa. Don Marius spiega che molti ospiti “non sono consapevoli della loro disabilità”, e che la cultura rumena porta ancora con sé un senso di vergogna verso la disabilità, eredità del regime.

Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’ingresso della Romania nell’UE, la legislazione è cambiata, introducendo sussidi e obblighi per le aziende nell’assunzione di persone con disabilità. Tuttavia, la burocrazia rimane pesante e spesso ostacola il lavoro degli operatori, costretti a dedicare molto tempo alla compilazione di documenti.

Sul fronte educativo, le scuole speciali sono state integrate nelle scuole ordinarie, anche se il sistema non è ancora paragonabile a quello italiano. A Bucarest non esiste un Disability Pride, ma don Marius partecipa con alcuni ospiti a celebrazioni religiose e attività fuori dal Centro, pur dovendo fare i conti con barriere architettoniche e culturali.

Infine, le relazioni tra Chiesa cattolica e ortodossa sono formalmente buone, in un Paese dove politicamente la Chiesa ortodossa ha ancora voce in capitolo. (Fonte: www.mentinfuga.com)

Qui l’intervista completa