All’inizio di agosto era stato annunciato il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù, in programma dal 6 al 17 novembre. La notizia era stata accolta con grande gioia dalle comunità orionine della Provincia Nostra Signora della Guardia, che avevano immediatamente espresso il loro entusiasmo per questa importante visita pastorale: «Vedere il Successore di Pietro percorrere le nostre terre - avevano fatto sapere -, incontrare la nostra gente e rinnovare la speranza nei cuori delle nostre comunità ci motiva a raddoppiare il nostro impegno caritatevole verso i più poveri e vulnerabili. Come ci ha ricordato Don Orione, "Il Papa è la dolce presenza di Cristo sulla terra", e il suo passaggio tra noi sarà un rinnovato invito all'unità, alla fede e alla fraternità in Cristo».
Le informazioni diffuse dalla Sala Stampa della Santa Sede erano tuttavia ancora limitate e riguardavano essenzialmente le date e le tappe dell’itinerario. Il Santo Padre avrebbe iniziato il suo viaggio in Uruguay, dal 6 all’8 novembre, con soste a Montevideo, Paysandú e Florida. Dall’8 all’11 novembre sarebbe poi stato in Argentina, visitando Buenos Aires, Córdoba e Luján. Infine, dall’11 al 17 novembre, si sarebbe recato in Perù, dove erano previste le tappe di Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa.
Oggi, con la pubblicazione del programma ufficiale del viaggio apostolico, abbiamo appreso con grande entusiasmo che il Santo Padre lunedì 9 nevembre farà visita al Piccolo Cottolengo di Claypole (Buenos Aires, Argentina), la “cittadella della carità” fondata da san Luigi Orione nel 1935.
Proprio il Fondatore descriveva il Cottolengo di Claypole come un’«umilissima Opera di fede e di carità, che ha lo scopo di dare asilo, pane e conforto a “los desamparados”, agli abbandonati, che non hanno potuto trovare aiuto e ricovero presso altre istituzioni di beneficenza». L'Opera trae vita e spirito dalla carità di Cristo, e il suo nome da san Giuseppe Benedetto Cottolengo, che fu apostolo e padre dei poveri più infelici.
Papa Francesco, argentino, conosceva bene il Piccolo Cottolengo di Claypole. Nel 2009, il card. Jorge Bergoglio in un video-messaggio inviato agli orionini riuniti a Claypole in occasione del Capitolo Provinciale diceva: «Mi è piaciuto molto che una suora della vostra Congregazione insistesse tanto che le postulanti, prima di entrare al noviziato, passassero un lungo tempo nei Cottolengo. Lì sta la frontiera esistenziale più concreta del vostro carisma. Ciò significa perdere tempo, dal momento che non ti può retribuire niente, per il ritardato mentale, per l'infermo, ed il terminale; perdere il tempo, consumare il tempo con loro, perché sono la carne di Gesù.
La frontiera esistenziale di Dio è il Verbo venuto nella carne, è la carne del Verbo. È questo che ci salva da ogni eresia, dalla gnosi, dalle ideologie, ecc.
Cercate la carne di Cristo lì. Andate alle frontiere esistenziali con coraggio e lì vi perderete. State sicuri che i giornali non vanno a parlare di voi. Quello che voi fate, per esempio nei Cottolengo, non fa notizia; quello che fate con i bambini di strada non fa notizia, non interessa al mondo, perché questo è materiale di scarto. Sono le frontiere esistenziali. Lasciatevi condurre dal buon Pastore verso questa frontiera esistenziale per esprimere l'amore e la carità».
Oggi il Piccolo Cottolengo di Claypole che continua ad essere quell’«umilissima Opera di fede e di carità», si prepara ad accogliere con immensa gioia Papa Leone XIV.
